Cronaca

Armi e più di 1000 munizioni in casa, scarcerata la 40enne svizzera arrestata a Finale: “Non sapevo fossero illegali qui”

tribunale Savona

Finale L. “Non sapevo che in Italia fosse illegale tenerle in casa. Sono socia di un club di tiro e quindi so come maneggiarle”. Così questa mattina, C.R., la quarantenne svizzera, arrestata perché nella sua casa nella zona del Monte di Finale teneva una specie di “arsenale”, ha giustificato davanti al gip Fiorenza Giorgi la presenza di quelle armi nell’abitazione che divide con il marito e due figli. Il giudice al termine dell’interrogatorio ha deciso di scarcerare la donna che, come richiesto anche dal pm, dovrà però rispettare l’obbligo di dimora a Finale.

La donna era finita in manette quando i carabinieri, dopo aver ricevuto una segnalazione, si erano presentati alla sua porta per verificare la presenza di armi. Era stata la stessa padrona di casa (assistita dall’avvocato Luca Battaglieri, a consegnare ai militari l’arsenale: tre fucili (uno ad aria compressa, uno a pompa con pallettoni e una carabina con cannocchiale), un revolver 38 special e 1191 munizioni.

La quarantenne, che doveva rispondere di detenzione, porto e importazione illegale di armi, questa mattina ha ribadito al giudice di essere la proprietaria delle armi da fuoco e di detenerle grazie a un regolare patentino svizzero: “Sono sempre andata al poligono a sparare, quindi so come maneggiarle. Mi rendo conto però di aver commesso una cavolata a tenere le armi in casa dove ci sono i miei figli” avrebbe anche detto la signora al gip.

“Nell’interrogatorio abbiamo voluto dimostrare la non pericolosità sociale della signora. Quelle armi non servivano per reati e la mia cliente è stata solo incauta” ha ribadito l’avvocato Luca Battaglieri, difensore dell’indagata, che ha precisato: “L’uso delle armi è molto diffuso tra popolazione svizzera, sia per una tradizione secolare sia perché gli uomini sono sottoposti all’obbligo di leva fino a cinquant’anni. L’uso illegittimo viene punito severamente dalla legge elvetica, ma ci sono meno restrizioni per la detenzione rispetto all’Italia”.

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