Economia

Missione del sindaco Berruti in Vaticano, gli atei bacchettano: “Non si usino soldi pubblici per amicizie religiose personali”

Federico Berruti

Savona. La missione in Vaticano del sindaco Federico Berruti per la nomina di Domenico Calcagno a cardinale attira gli strali degli atei. Al Comune di Savona il rimborso delle spese del viaggio romano del primo cittadino, nella due giorni tra il 17 e 18 febbraio scorsi, costerà 700 euro.

Secca la posizione dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti: “Anche se si parla di cifre poco consistenti ovvero non paragonabili a quanto sborsato per la visita savonese di papa Benedetto XVI, dal punto di vista simbolico il fatto è ugualmente rilevante. Sono soldi pubblici che vengono spesi per privilegiare il rapporto con una singola e ben specifica religione” commenta Francesca Marzadori, referente locale del circolo Uaar.

“E’ assolutamente inspiegabile per il fatto che, se è normale che lo Stato italiano abbia rapporti con il Vaticano, non è normale che ce li abbia un Comune. Cosa c’entra l’ente pubblico savonese con la diplomazia, peraltro con una monarchia assoluta? – aggiunge Marzadori – I rapporti personali, anche di amicizia, rimangano nella sfera privata e non si coltivino con i soldi pubblici, che sono anche quelli di laici, atei e agnostici”.

Domenico Calcagno, vescovo emerito di Savona-Noli, oggi “sua eminenza”, ha ricevuto la berretta cardinalizia e l’anello da papa Ratzinger nel Concistoro di sabato scorso e per l’occasione sono giunti nella capitale molti fedeli savonesi, guidati da monsignor Lupi e dal primo cittadino Berruti. Lo stesso Calcagno, chiamato nel 2007 ai vertici dell’Apsa, l’amministrazione del patrimonio della sede apostolica, era stato uno dei principali artefici della visita del pontefice nella città della Torretta.

“La nostra posizione è la stessa di quella espressa durante la visita di Benedetto XVI a Savona. I soldi pubblici non vanno spesi per i rapporti con una sola religione, tanto meno da un Comune che non è titolare di particolari relazioni diplomatiche, che semmai riguardano lo Stato” afferma Francesca Marzadori.

Il “reportage” dello stesso Berruti aveva registrato i momenti salienti nella basilica: “Benedetto XVI legge i nomi dei nuovi cardinali, e quando risuona nella basilica il nome di don Domenico, i pensieri rischiano di lasciare il posto alla commozione. Ma è un attimo. Io guardo don Domenico, è sereno, calmo, felice. E ci guarda di nuovo. E mi rassereno anch’io. Perché la Chiesa che ci ha fatto conoscere a Savona è così, molto umana, molto vicina, molto serena. E’ la Chiesa che rafforza la fede in chi ha questo dono, e che fa uscire dall’indifferenza chi quel dono non lo ha. E’ la Chiesa della quale, penso mentre esco dalla basilica dopo averlo abbracciato, abbiamo tutti bisogno”. Così il primo cittadino, legato da rapporto d’amicizia con il neo-porporato.

Per la missione del sindaco (viaggio e soggiorno) a Roma, dalle casse comunali usciranno 700 euro. “Come Uaar da tempo svolgiamo inchieste sui fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la chiesa cattolica, come dimostra il successo del sito icostidellachiesa.it – osserva Marzadori – Il sindaco Berruti si rivolge anche ad un elettorato laico, poi nei fatti ha un comportamento vincolato alla religione. Quando l’amministrazione di Savona concordava sull’istituzione del registro per il testamento biologico, il sindaco ha utilizzato la circolare dell’allora ministro Brunetta, che minacciava di inviare esposti alla corte dei conti, per fare marcia indietro, mentre altri Comuni italiani sono andati avanti”.

“Se ci sono progetti meritevoli finanziabili che hanno un valore per tutti, bene, si impieghino i soldi pubblici – conclude la responsabile savonese dell’Uaar – Ma non si utilizzino quando riguardano fatti religiosi che non toccano tutti”.

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