Politica

Liberalizzazioni, Monti presenta emendamento: Ici estesa anche ai beni della Chiesa

mario monti

Un emendamento del governo al decreto legge liberalizzazioni per l’estensione dell’Ici anche ai beni della Chiesa. Il premier Mario Monti, infatti, ha informato il Condiglio dei Ministri di aver presentato al Senato un emendamento in merito all’esenzione dall’imposta Ici/Imu di cui beneficiano gli enti non commerciali.

L’emendamento, presentato direttamente al Parlamento, in sede di conversione di decreto legge già emanato, si legge nella nota di Palazzo Chigi, “intende garantire la massima tempestività nell’attuazione degli auspici della Commissione Ue”. I criteri seguiti prevedono “l’esenzione per gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale”; “l’abrogazione immediata delle norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente”; “l’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale”; “l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministro dell’economia e delle finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile”.

L’emendamento del governo “determina effetti positivi sul gettito, anche alla luce del più efficace contrasto di fenomeni elusivi ed abusi che ne deriva”, si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi mentre è in corso il Consiglio dei ministri. Tuttavia, in coerenza con il comportamento tenuto da questo governo in casi analoghi, si legge ancora, “non si ritiene opportuno procedere ad una quantificazione preventiva delle maggiori entrate. Queste ultime saranno accertate a consuntivo e potranno essere destinate, per la quota di spettanza statale, all’alleggerimento della pressione fiscale”.

Nella relazione di accompagnamento si precisa che “l’emendamento, improntato a criteri di rigore e trasparenza, non pregiudica comunque gli attuali accertamenti in corso e l’irrogazione di eventuali sanzioni da parte delle Autorità italiane, laddove se ne ravvisassero gli estremi, escludendo pertanto alla radice ogni eventuale forma diretta o indiretta di sanatoria”. In ogni caso, sottolinea la presidenza del Consiglio, “vengono riconosciute e salvaguardate le attività non commerciali realizzate dagli enti sopra citati, tanto più meritevoli di considerazione nell’attuale congiuntura economica che impone misure di consolidamento fiscale”.

L’approvazione dell’emendamento consentirà alla Commissione europea di esaminare compiutamente la questione per dare soluzione alla procedura di infrazione aperta nell’ottobre 2010. Il 15 febbraio, si ricorda nella nota, il presidente del Consiglio e ministro dell’economia, Mario Monti, aveva già comunicato al vicepresidente della Commissione europea e Commissario alla concorrenza, Joaquin Almunia, la sua intenzione di presentare al Parlamento un emendamento per chiarire ulteriormente e in modo definitivo la questione.

“Apprezzamento” per l’iniziativa del governo di presentare l’emendamento sull’Ici per la Chiesa al Dl liberalizzazioni è stato espresso dal presidente del Senato Renato Schifani. “Ho verificato la compatibilità del testo dell’emendamento con il provvedimento, è ammissibile”, ha chiarito subito Schifani.

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