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Domani il Ronde di Andora, un anno fa il gravissimo incidente a Robert Kubica foto

Andora. Le strade di Andora e del suo entroterra domani vedranno l’edizione numero 3 del rally Ronde, dedicato al ricordo di Roberto Melotto. E la memoria di tutti gli appassionati degli sport motoristici non può che tornare a quanto accaduto un anno fa, quando, nel corso della prima prova speciale, Robert Kubica andò a schiantarsi contro un guardrail nei pressi di Testico, incentrando l’attenzione dei media di tutto il mondo sulla località del ponente ligure.

Le uscite di strada sono all’ordine del giorno nelle competizioni rallystiche. Rettilinei e curve, nelle gare di elevato livello, si affrontano a velocità che, se raggiunte sulle identiche strade dai comuni automobilisti, farebbero pensare alla follia. Derapate e accelerazioni esasperate caratterizzano una disciplina che, con il passare degli anni, ha accantonato l’aspetto della resistenza sostituendolo a rapidità e frenetismo.

A suscitare tanto scalpore, quindi, non fu l’accaduto ma il protagonista. Un nome così noto nel panorama automobilistico mondiale, uno della ristretta cerchia di eletti che hanno potuto sfrecciare sui circuiti di Formula 1, la categoria più popolare a livello planetario.

Una popolarità, cui, di conseguenza, corrisponde un business che va dagli innumerevoli sponsor ai diritti televisivi, dalla vendita dei gadgets ai costosi biglietti per assistere alle gare. E così, quando uno dei piloti che sono al centro di questo mondo viene coinvolto in un incidente, tutta l’attenzione si focalizza su di lui.

Era il 6 febbraio, quasi un anno fa, quando il driver polacco, a bordo della sua Skoda Fabia Super 2000, urtò con la fiancata sinistra la punta di un guardrail che, di fatto, penetrò nell’abitacolo, attraversandolo e imprigionando il pilota, liberato dopo oltre un’ora. La gara, vinta da Gioachino Corona e Marco Gagliardi, passò inevitabilmente in secondo piano.

Da quel giorno, Robert Kubica, rimasto ferito alla mano destra, è stato seguito passo dopo passo dai media e dai suoi sponsor. Tutti alla ricerca di certezze, riguardo alle sue reali condizioni e al suo futuro di pilota. Alcune supposizioni, nei primi giorni dopo l’incidente, avevano addirittura ipotizzato il rischio perdere la completa funzionalità della mano e del braccio destro.

Immediato fu l’intervento chirurgico, al Santa Corona di Pietra Ligure, per ridurre le fratture da parte del professor Igor Rossello del centro di chirurgia della mano. Il nosocomio pietrese diventò ben preso meta di visite da parte di tanti personaggi dell’ambiente, a partire da Fernando Alonso, seguito poi da Flavio Briatore, Tonio Liuzzi, Jean Alesi e tanti altri.

I segnali, ben presto, sono stati confortanti. Arrivato con un’amputazione subtotale dell’avambraccio, subito ricostruito, Kubica ha rapidamente ricominciato a muovere le dita della mano e, di comune accordo con il suo staff, ha deciso di continuare ad affidarsi alle cure dei medici dell’ospedale pietrese. Le frequenti operazioni sono state effettuate con successo dai medici del Santa Corona che, il 21 febbraio, lo hanno giudicato pronto per iniziare la riabilitazione.

Il 24 aprile il pilota polacco ha lasciato l’ospedale pietrese, alla luce di un costante miglioramento. Sono così cominciate le voci di un suo possibile ritorno alla guida, tra affrettate ipotesi e smentite.

Il percorso di recupero è stato interrotto da un nuovo sfortunato episodio: mercoledì 11 gennaio Kubica è scivolato su una strada ghiacciata, riportando una frattura della tibia destra, non ancora ben calcificata dopo il grave incidente di un anno fa.

Se saprà vincere le sue disavventure, secondo alcune voci trapelate dall’ambiente motoristico, per Kubica ci sarà “in premio” una Ferrari. La scuderia di Maranello, infatti, sembrerebbe interessata al polacco, per proporgli un ruolo di test driver al fine di portare avanti lo sviluppo del nuovo motore V6 Turbo, destinato al debutto nella stagione 2014. E, magari, per affidargli nel 2013 il ruolo di pilota titolare. Ciò che è accaduto ad Andora un anno fa ha mostrato quanto il polacco sia amato in Italia, perché è tanta la solidarietà che ha ricevuto. Numerosi appassionati si interessano sugli aggiornamenti della sua vicenda. Un suo debutto con il “cavallino” sarebbe sicuramente gradito alla gran parte dei tifosi.

Domani Andora tornerà a pensare alla sua gara, un “Ronde” che, per la prima volta, vorrebbe far parlare solamente dell’aspetto sportivo. Nella sua prima edizione, nel 2010, non fu nemmeno portato a termine in quanto venne sospeso per lutto, a seguito della morte di Franco Ballerini nel Ronde di Larciano che si stava tenendo in contemporanea. Nel 2011 l’aspetto sportivo fu oscurato dall’incidente a Kubica. Neve e ghiaccio non promettono una gara semplice, ma in quanto a sfortuna la corsa andorese ha già dato abbastanza.

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