Politica

Celle Ligure, inaugurata la centrale a biomasse della ditta Calcagno: “Filiera corta per l’energia termica”

Celle Ligure avvia il funzionamento della nuova centrale a biomasse dell’azienda agricola Calcagno, che fornirà energia a basso impatto ambientale per le serre dove viene coltivato il basilico Dop genovese. Presenti gli assessori regionali Giovanni Barbagallo e Renata Briano, insieme al sindaco Renato Zunino. Hanno dato il benvenuto Paolo Calcagno, presidente di Coldiretti Savona e di Germano Gadina, presidente di Coldiretti Liguria.

“Stiamo pensando alla convenzione per portare qui i rami e gli scarti frutto della potatura – spiega il primo cittadino Zunino – E’ un’azienda cellese leader regionale nella produzione di basilico, devo fare grandi complimenti a questo giovane impreditore. Si tenga conto che l’azienda non solo è una eccelenza nel suo settore, ma ha anche sviluppato occupazione giungendo a ben tredici occupati e dando un esempio imprenditoriale positivo malgrado la crisi economica”.

“Le centrali a biomasse sono nei nostri piani energetici, proprio come questa sviluppata secondo tutti i criteri di compatibilità ambientale e la garanzia della filiera corta” osserva l’assessore regionale all’ambiente Briano. “E’ una realizzazione resa possibile con i contributi del piano di sviluppo rurale, un impianto con coniuga risparmio, energia ed ecologia” sottolinea l’assessore ligure all’agricoltura Barbagallo.

L’impianto di biomassa rappresenta la concretizzazione di quanto sostiene Coldiretti che è impegnata a promuovere lo sviluppo delle agroenergie, consapevole del fatto che i carburanti di origine agricola rappresentano uno strumento utile per agire sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e un’occasione per migliorare il reddito delle imprese agricole.

La centrale termica a cippato (realizzata da Sami Bertone) permette di ottenere un risparmio del 64,5% rispetto al gasolio. Il costo per un megawatt termico al bruciatore infatti è notevolmente inferiore. Rispetto ai 112 euro del vecchio combustibile utilizzato per riscaldare le serre il cippato costa solo 40 euro. Un costo decisamente competitivo rispetto anche al metano (65 euro/Mw) e al gpl (140 euro/Mw).

“Per amplificare i benefici ambientali, legati alla sostituzioni di fonti tradizionali con energie alternative di origine biologica, riteniamo indispensabile avvicinare i luoghi di produzione ai luoghi di consumo. Bisogna facilitare la creazione di micro-impianti, alimentati con biomassa locale come in questo caso: scelta che coniuga la possibilità di dare un reale contributo allo sviluppo locale, alla riduzione dell’energia necessaria per i trasporti a lungo raggio. Se pensiamo alla superficie boscata presente sul nostro territorio si può facilmente intuire come costruire una filiera corta per la realizzazione di energia termica” evidenzia Paolo Calcagno.

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