Tirreno Power, fotomontaggio Auschwitz. I lavoratori: “Movimentare del carbone è uno sporco lavoro, ma non siamo in un lager”

Vado. I lavoratori di Tirreno Power prendono le distanze “con sconcerto ed imbarazzo” dalla provocazione apparsa ieri e poi rimossa sulla bacheca Facebook del gruppo “Uniti per la salute”, che accostava la centrale di Vado Ligure a un campo di concentramento.

“Non è compito nostro dissertare se “il lavoro renda liberi”, da sicuramente modo a tante famiglie di poter avere una vita normale, di avere delle opportunità per sé e per le persone che gli stanno vicine, questo vale per i lavoratori di Tirreno Power, per quelli delle altre aziende presenti sul territorio vadese e per quelli dell’indotto (forse i più numerosi)” scrive un gruppo di lavoratori.

“In tutto questo non si fa mai menzione di coloro che passano i loro giorni e le loro notti oltre la linea di quei cancelli dove, non si ha assolutamente l’idea di essere in un lager, ma in un normale posto di lavoro come sono posti di lavoro quelli dove tutti i giorni prendono servizio i nostri amici di “uniti per la salute”, fatti di rapporti umani, di amicizia, di rabbia ma comunque vissuti con dignità e responsabilità”.

“Ci rendiamo conto che questa querelle non avrà mai fine, ognuno porterà avanti le proprie ragioni, speriamo solo che gli enti locali trovino la forza di censurare questi “photoshop” di pessimo gusto e spero che lo faccia anche l’ANPI che ha preso posizioni molto forti contro la centrale di Vado ma che a questo giro abbia il buon gusto di dissociarsi per i valori che rappresenta o almeno dovrebbe rappresentare” concludono i lavoratori che sottolineano: “Continuiamo a pensare che movimentare del carbone è sicuramente uno sporco lavoro, ma non è sicuramente l’unico”.