Banchi di corallo nel “Transylvania”: non si esclude la possibilità di recupero del relitto

Relitto Transylvania

Regione. L’incontro in Regione Liguria, promosso dall’assessore alla cultura e al turismo Angelo Berlangieri, ha nuovamente acceso i riflettori su un relitto, “Transylvania che giace a 630 metri di profondità nei fondali di fronte all’isola di Bergeggi, divenuto la bara, purtroppo, di centinaia di persone, ma che ha ancora tante cose da raccontare.

Tralasciando le voci sull’esistenza a bordo di un “tesoretto”, un misterioso barile di sterline d’oro per le paghe dei militari trasportati. Gli esperti, nonostante la profondità, non escludono neppure la possibilità di un recupero del relitto. L’ultima parola spetterebbe, ovviamente, al governo del Regno Unito.

Con il tenente colonnello Francesco Schilardi, comandante del Gruppo Subacqueo Carabinieri, è intervenuto, fra gli altri Guido Gay, titolare dell’azienda comasca che ha messo a disposizione delle ricerche il catamarano Daedalus da cui ha fatto scendere un modernissimo robot capace di operare fino a 4 mila metri di profondità e uno speciale magnetometro. Grazie a quest’ultimo strumento, che funziona sul principio della risonanza magnetica nucleare, è stata individuata la massa ferrosa del relitto del Transylvania.

E proprio dal racconto di Gay, è arrivata la conferma che nello scafo del Transylvania ha trovato un ottimo habitat naturale il corallo bianco, la Madrepora oculata, un fossile vivente raro nel Mediterraneo, oggetto di diversi studi da parte dei ricercatori.

Testimonianze sulle tante ricerche fatte per ritrovare il relitto sono state fatte dal capitano di fregata Massimiliano Nannini, Antonietta Sobrio di Noli, Luca Battaglieri di Finale Ligure, il savonese Pier Bortoletto, l’assistente cartografo Stefano Ferrero.

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