Sciopero Tpl, Cub Trasporti: "Allargare vertenza alle altre categorie dei servizi" - IVG.it
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Sciopero Tpl, Cub Trasporti: “Allargare vertenza alle altre categorie dei servizi”

cub trasporti

Savona. “Di fronte all’ennesimo sciopero del trasporto pubblico locale, con altissime percentuali di adesione ed un corteo a cui hanno partecipato numerosi lavoratori sia di Savona che del Ponente Ligure, che hanno atteso fino all’ultimo la delegazione che si è incontrata con il Sindaco Berruti, la CUBTrasporti esprime la propria preoccupazione per una vertenza che se non verrà allargata anche alle altre categorie, quantomeno dei servizi, insieme alla cittadinanza fruitrice dei servizi stessi, avrà ben poche possibilità di successo”. E’ quanto afferma in una nota Maurizio Loschi della Cub Trasporti di Savona, che commenta l’esito dello sciopero odierno del trasporto pubblico e l’incontro con il primo cittadino savonese Federico Berruti.

“Ci chiediamo infatti perché, quando i tagli colpiscono tutti i settori dei servizi sociali, dalla sanità alla scuola all’assistenza ed al trasporto pubblico, mentre i dipendenti di quest’ultimo vengono giustamente chiamati alla lotta contro la riduzione del servizio e degli stipendi, i lavoratori delle altre categorie non vengono mobilitati e i dipendenti Tpl, insieme alle proprie organizzazioni sindacali, restano isolati a combattere una battaglia che obiettivamente è al di sopra delle loro forze.
La legittima richiesta di una diversa politica aziendale, avanzata al Sindaco di Savona in quanto tra i maggiori azionisti, non basterà ad impedire tagli alle corse ed al personale se non si otterranno garanzie di finanziamento al trasporto pubblico almeno pari agli anni precedenti” aggiunge l’esponente del Cub Trasporti.

“La riduzione dei servizi, inoltre, colpisce tutta la cittadinanza, ed in particolare le classi meno abbienti, i pensionati, gli studenti, le casalinghe, i cassaintegrati, i giovani disoccupati ed i precari, che privati del servizio pubblico nella maggior parte dei casi non hanno la possibilità di far ricorso a quello privato”.

“Una politica che si preoccupa più di garantire profitti alle banche che servizi ai cittadini è una politica iniqua e va combattuta chiamando a raccolta tutto il mondo del lavoro, cominciando dai dipendenti delle aziende in crisi o sottoposte a tagli, ma per essere allargata anche ai settori non ancora direttamente coinvolti ed al resto della cittadinanza.
Opporsi ai tagli è un obiettivo sacrosanto, ma per essere credibile deve essere coniugato alla lotta contro il diktat europeo e contro il rifinanziamento delle banche, e non può che passare attraverso la mobilitazione di tutti i lavoratori” conclude Loschi.

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