Ex colonie di Celle, 6 raccomandazioni dalla commissione garanzia. In campo la Facoltà di Ingegneria - IVG.it

Ex colonie di Celle, 6 raccomandazioni dalla commissione garanzia. In campo la Facoltà di Ingegneria

Celle Ligure. “E’ stato un percorso proficuo che ha modificato sostanzialmente il progetto: abbiamo iniziato con l’ipotesi di un centro congressuale, ne usciamo con la prospettiva di un villaggio turistico-sportivo”. Così il sindaco di Celle, Renato Zunino, al termine dell’assemblea pubblica che si è svolta ieri al Centro Mezzalunga. L’ultimo appuntamento del processo partecipativo dedicato alle ex Colonie Bergamasche e al progetto di trasformazione che contempla opere per 90 milioni di euro.

La commissione di garanzia, composta dal professor Massimo Morisi insieme a Irene Lorieri e Annck Magnier dell’Università di Firenze, ha redatto alcune conclusioni, che sono state sottoposte all’esecutivo e al consiglio in foma di raccomandazioni. “Ho già dato disponibilità verso queste raccomandazioni, che ci paiono accettabili e sensate. Non solo, abbiamo anche già individuato il soggetto terzo che si occuperà dei calcoli sulla conversione del residenziale: si tratta della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, sulla quale c’è consenso unanime”.

“Sul Parco, un polmone verde ampio e meraviglioso, manterremo aperto un tavolo di confronto. Per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione, ci rapporteremo anche in questo caso ai pareri della popolazione, sebbene ci sembri giusto destinarli, almeno in parte, alle frazioni. Questo processo partecipativo è stata una grande occasione di progettazione democratica. Ci saranno interventi massicci sulle strutture sportive e verrà realizzata una grande piscina, anche con finalità riabilitative in accordo con il privato. La quota di residenziale, inizialmente dell’80%, è scesa a meno del 50%. La ricostruzione degli immobili esistenti avverrà senza alcun incremento di volumetrie”.

L’area ha un’estensione di poco più di quattro ettari (circa 36.000 mq a monte dell’Aurelia e circa 4.800 mq a sud dell’Aurelia) e si compone di tre corpi di fabbrica principali: il padiglione Baslini, il Secondo padiglione e il padiglione Sessa, oltre ad un edificio di recente impianto in prossimità dell’Aurelia. Il piano di riqualificazione prevede la demolizione e la ricostruzione degli edifici, senza aumento di volumetrie.

La commissione di garanzia, al termine dei dibattiti e sulla base del materiale raccolto, invita “l’amministrazione ad un esame compiuto, e preventivo, delle obiezioni e delle proposte gruppo di cittadini aggregatosi in Cellepartecipa. Fermo restando sia che ci si muova entro il Puc sia che se ne persegua una variante, sempre di un’operazione di urbanistica contrattata si tratta: dato che in entrambe le prospettive progettuali i benefici collettivi dovrebbero venire negoziati e dunque ‘scambiati’ col privato, pur in dosaggi assai diversi, in nome di una qualche redditività del suo investimento”.

“Da tutto il lavoro delle assemblee, emerge come la riqualiicazione delle ex colonie Bergamasche non possa venire perimetrata entro i confini della proprietà immobiliare di riferimento. Abbiamo assistito a una domanda diffusa divalutare il tutto a una scala appropriata: quanto meno entro il sistema regionale di cui Celle è parte integrante. Di qui la seconda raccomandazione: l’urbanistica, con o senza variante, da sola non basta. Occorre fondare le scelte urbanistiche su una consapevole base di opzioni strategiche, che non ci rassicureranno mai verso le incertezze del futuro, ma che debbono assumere un filo rosso chiaro e intelligibile. Così, Milanesi, Bergamasche, Olmo, infrastrutture, servizi, innovazione turistica, paesaggio e risorsa-parco hanno da essere i tanti volti di un’unica pagina” spiegano dalla commissione.

Poi la terza raccomandazione: “Occorre elaborare un indice di ‘conversione’ che assicuri al potere pubblico locale una misura. Perciò, un expertise terzo e autorevole in materia, è una esigenza tanto urgente quanto preventiva rispetto alle determinazioni comunali. Una consulenza terza, va rimarcato, che deve situare il suddetto ‘indice’ in un contesto analitico adeguato”. E la commissione tiene molto a rimarcare che questa raccomandazione non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con un qualche pregiudizio verso Punta dell’Olmo Spa. Mentre il primo cittadino ha già indicato nella Facoltà di Ingegneria questo soggetto terzo.

“E’ bene – prosegue la commissione – che l’amministrazione comunale deinisca e stipuli con l’investitore privato accordi convenzionali che contemplino gli effetti occupazionali delle diverse funzioni. In ogni caso, occorre che questa convenzione statuisca una preferenza per le competenze e le professionalità locali. Il ricorso prioritario ad imprese dell’area, anche per le attività dell’indotto, è una raccomandazione cui prestare massima attenzione, insieme al rispetto della legalità nelle relazioni inter e intra-aziendali. Legalità al cui presidio andrà destinata una specifica e organizzata sorveglianza, affidata ad autorità terze per la verifica preventiva di atti e comportamenti”.

Quinto punto: “Il Parco, che doveva costituire il punto principale di tutta operazione, è risultato, e a lungo, il grande negletto del dibattito pubblico. Ma è un’opportunità estetica e funzionale che può, da sola, modificare la qualità dell’abitare in quel di Celle”. Un’area di circa 3,5 ettari di supericie che si estende alle spalle del complesso architettonico e che, attualmente, è di proprietà privata con un vincolo paesistico solo sul verde da parte della Soprintendenza: che farne? “Tecnici ed esponenti di associazioni ambientaliste (in primis Lipu) hanno fatto lo sforzo di far comprendere di quale curioso ‘ibrido’ si tratta – osserva la commissione – Un’area da riqualificare a sua volta, ma non da ‘strutturare’: dove conciliare tutela, rinaturalizzazione, fruizione spontanea da parte di tutto il vivente ‘non umano’ che lo popola. E poiché è emerso un cospicuo divergere di sensibilità progettuali tra tecnici pubblici e privati, soprintendenti, cittadini, associazioni e osservatori, verrebbe quasi voglia di suggerire un concorso preventivo di idee sull’architettura paesistica ed edilizia del progetto”.

“Infine quale ultima raccomandazione – spiega la commissione – se si prende sul serio il modello di monitoraggio che abbiamo proposto tra i materiali conclusivi, come nostro preciso adempimento contrattuale, è raccomandabile che esso costituisca l’occasione per ricorrere al ‘dibattito pubblico’ anche nel decidere la destinazione delle risorse finanziarie che deriveranno al Comune dalla realizzazione dell’intervento da progettare, in particolare di almeno una quota parte di quelle concernenti gli oneri di urbanizzazione. Sarebbe un segnale assai forte di una profonda innovazione amministrativa. Ci permettiamo di raccomandarlo perché abbiamo verificato, proprio nell’assemblea plenaria a conclusione della seconda giornata di laboratori, la disponibilità a un simile impegno da parte del sindaco”.

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