Cronaca

Don Luciano a due giorni dalla sentenza: taciturno e circondato dall’affetto dei suoi parrocchiani

fiaccolata don Luciano Massaferro

Alassio. E’ stato un weekend all’insegna degli affetti quello trascorso da don Luciano Massaferro, il sacerdote alassino condannato in Appello a sette anni e otto mesi di reclusione per abusi sessuali su una bambina di 12 anni, sua parrocchiana.

Venerdì sera, a poche ore dalla sentenza che confermava in pieno quella di primo grado, la casa dietro alla canonica della chiesa di San Vincenzo e San Giovanni, dove il parroco sta scontando i domiciliari, si è riempita di amici e conoscenti che, nonostante tutto, credono nella sua innocenza. Il pullman colmo di suoi sostenitori che, la mattina, era partito alla volta di Genova per assistere alla decisione dei giudici, si è trasferito così nel domicilio alassino per portare conforto a quello che ancora in tanti credono essere un innocente ingiustamente condannato.

Don Luciano, in questi giorni, si è chiuso in un totale silenzio. Prima di commentare vuole leggere le motivazioni di una sentenza alla quale continua ad opporsi. “E’ un ‘don Lu’ silente e sconcertato”, dice chi lo ha visto a poche ore dal verdetto che lo dipinge come un orco capace di approfittare dell’ingenuità di una bambina.

La sua difesa, intanto, continua anche su Facebook ad opera del gruppo “Don Luciano Libero!” che conta 1203 membri. “La giustizia è morta”, è uno dei commenti lapidari.

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