Economia

Vento a favore per Ferrania: produttore di pale eoliche pronto all’investimento

Parco Eolico Erli

Cairo Montenotte. Per il presente ed il futuro industriale di Ferrania sarebbe una svolta epocale e le conferme, sebbene arrivino alla spicciolata, ci sono: un investitore straniero, con interessi produttivi nel nord Europa, è pronto ad avviare uno stabilimento produttivo di pale eoliche nelle aree di Cairo. Il governatore regionale Burlando ha inviato segnali precisi durante l’inaugurazione del parco eolico di Erli: “Contiamo nell’inserimento di un’attività di produzione di pale eoliche nelle aree Ferrania. Sono confidente che il mercato e gli investitori lo vogliano. Si tratta di una scommessa molto grande di tipo manifatturiero ed energetico, che darebbe lavoro a tanta gente, a partire da quelli che erano dipendenti di Ferrania. Uno sbocco per queste pale eoliche sarebbe anche per il territorio ligure: per dare un’idea, si può stimare un numero di 200 o 300 pale anche di grandi dimensioni”.

L’indentikit dell’investitore interessato a Ferrania è abbozzato: opera nei Paesi del nord europeo, con produzioni anche di turbine marine, ha uno spettro consolidato di mercato. Dietro si nasconde un nome che attende conferme dalle autorità istituzionali, perché proprio questo è il punto: senza deregulation e agevolazioni, nessuno avrebbe motivo di esporsi in un settore così delicato come quello delle rinnovabili, in una Regione che soltanto adesso sta scoprendo l’impiantistica dell’energia pulita.

“Per la realizzazione di un parco eolico la fase costruttiva è davvero breve e sproporzionata rispetto alla fase burocratica, che è più lunga” ha ricordato l’ingegner Enrico Pregliasco durante l’inaugurazione degli aerogeneratori di Bric Schenasso a Erli. Quattro anni di trafila burocratica, due di produzione delle pale, sei mesi per l’installazione sul terreno. La condizione primaria posta dal potenziale produttore alla Regione sarebbe la deregolamentazione normativa, per snellire i tempi, e l’incentivo ai Comuni per assicurarsi così un primo portafoglio clienti stabile, almeno per un certo numero di anni.

Giovedì prossimo il presidente regionale sarà a Cairo per inaugurare il nuovo capannone di Solis, la divisione Ferrania dedita ai pannelli fotovoltaici: non è escluso che riferisca novità sull’ipotesi dell’investitore straniero, che sarebbe in grando di assorbire le forze lavorative di Technologies e creare nuova occupazione con produzioni che, trasformate in impianti, consentono grosse economie di scala e abbattono il costo del chilowattora elettrico. Con (inoltre) possibilità di partnership, per esempio con Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, il gruppo guidato da Cesare Fera attivo nello sviluppo di impianti eolici e idroelettrici che ha già fatto trapelare attenzione per le aree valbormidesi. Confermato l’interesse da parte dell’investitore straniero, la partita si sposterà sulla cessione della proprietà delle aree.

Fulvio Berruti, segretario della Filcem Cgil di Savona, ha commentato: “Oltre alla possibilità di puntare sull’eolico, in sede del Ministero dello Sviluppo economico si era discusso anche di creare una piattaforma logistica del vetro. La Regione Liguria in questo momento è l’unico interlocutore credibile, è la sola ad aver dimostrato interesse dal punto di vista economico e industriale ed è stata l’unico soggetto istituzionale ad aver sostenuto i lavoratori con il progetto dei cantieri scuola-lavoro. Entrambe le soluzioni sarebbero di grande rilevanza per il territorio valbormidese che negli anni ha pagato un prezzo troppo alto”.

Certo è che la Regione ha manifestato l’intenzione di definire una road map per la diffusione dell’eolico: “La Liguria è pronta al grande salto in materia di energia eolica, passando dalle decine alle centinaia di megawatt, sino a raggiungere la potenza pari a quella prodotta da una centrale a turbogas” ha detto Burlando durante la sua visita in Val Neva.

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