Politica

Trasferimento medici e infermieri Rsa e Dialisi di Alassio: Melgrati pronto a incatenarsi

Marco Melgrati

Alassio. “Facciamo i manifesti per protestare contro la presunta chiusura dell’Ospedale di Alassio, facciamo i volantini, che saranno distribuiti oggi in tutti i negozi di Alassio, so che è stata avviata una raccolta di firme contro la chiusura dell’Ospedale, e questa mattina veniamo a sapere che i medici e gli infermieri della R.s.a. e della Dialisi sono già stati informati che al 31 gennaio si dovranno trasferire ad Albenga, senza un annuncio ufficiale, senza informare le istituzioni; per ogni infermiere che va via vengono chiusi 20 posti letto”… Così dichiara il consigliere regionale del Pdl Marco Melgrati che sottolinea: “Infatti, dopo che il Direttore Sanitario dell’Asl savonese Flavio Neirotti, aveva previsto nel piano proposto l’alienazione delle Residenze Sanitarie di lungo degenza, in particolare quelle di Alassio e di Varazze, indicando in 10 milioni di euro la cifra ricavabile, per fare cassa per l’asl, e parzialmente coprire il buco di 18 milioni di euro della sanità savonese, nonostante che dal Governo non sia stato tolto un euro per la Sanità alla Liguria, nulla si è più saputo. Continuo ad essere fortemente preoccupato – continua l’esponente del Pdl – perché le Rsa di Alassio e Varazze costituiscono un necessario presidio sul territorio e forniscono un servizio che i presidi ospedalieri tradizionali, per caratteristiche organizzative, non possono più svolgere”.

“Pur rimanendo fortemente scettico sulla alienazione dei plessi ospedalieri, per i motivi che ho esposto nei miei precedenti interventi, mentre per Varazze pare essere stata trovata una soluzione per la R.s.a., che rimarrebbe sul territorio comunale ma affidato a privati, convenzionati con l’A.s.l. anche se in altra sede, nulla si dice per Alassio. Potremmo anche tollerare la vendita del plesso a privati, perché capiamo le difficoltà economiche di un momento terribile dal punto di vista economico per gli enti locali, e quindi per l’Asl, anche se non condividiamo, a condizione che rimanga invariata la destinazione d’uso, e che venga realizzata, all’interno della struttura ospedaliera di Alassio, da privati, una R.s.a. convenzionata con l’A.s.l.; nulla cambierebbe per gli utenti, ma vorrei sapere quale è il risparmio per l’A.s.l., al di là dell’introito una tantum della vendita, che sicuramente aiuta ma non risolve il problema. Concettualmente non siamo contrari alle privatizzazioni, anzi, quando vanno a vantaggio dei cittadini” prosegue Melgrati.

“Potremmo, a condizione che non venga alienata la dependance dove dovrebbe essere mantenuta la nefrologia con il Servizio Dialisi e Dialisi Vacanze, in capo all’A.s.l., e venga mantenuto il servizio per anziani denominato “l’asilo del nonno” che svolge un importante presidio sul territorio cittadino; non bisogna dimenticare infatti che la ristrutturazione dell’Ospedale di Alassio, costata in allora due miliardi di lire, è stata sponsorizzata quasi interamente da un privato per un miliardo e mezzo, a condizione che venisse realizzato e mantenuto il servizio “dell’asilo del nonno”. Esiste quindi un vincolo, dato dalla sponsorizzazione per i lavori dell’intero plesso, difficilmente superabile. Rimane assordante il silenzio dell’amministrazione di Alassio; sembrano le tre scimmiotte: non vedono, non sentono, non parlano…ma i cittadini li giudicano. Per proposte peggiorative di questa, di buon senso, rinnovo la mia disponibilità a incatenarmi ai cancelli dell’Ospedale di Alassio” conclude Melgrati.

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