Cronaca

Savona, truffa all’Expo del 2000: la Cassazione condanna la Pubblicitalia

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Savona. Se alle fiere, o alle esposizioni di merce, i clienti vengono truffati nell’acquisto di prodotti da venditori che non hanno le carte in regola, come l’iscrizione alla Camera di commercio, il risarcimento dei danni patiti lo deve pagare l’organizzatore dell’evento espositivo.

Lo sottolinea la Cassazione. In particolare la Suprema Corte – con la sentenza n° 19802 – ha dato ragione ad una signora di Savona, Luigina G., che all’Expo di Savona el 2000 aveva dato un acconto sul prezzo definitivo di una merce che le sarebbe stata consegnata in seguito e che invece non le fu mai recapitata in casa.

Il venditore che aveva affittato lo stand nel quale Luigina aveva fatto il suo acquisto, era risultato non più reperibile, non risultava iscritto alla Camera di Commercio e aveva fornito una partita Iva appartenente a una ditta fallita.

Nei giorni dell’Expo aveva truffato anche altri compratori. Per ottenere il risarcimento del danno la signora aveva citato in giudizio la Pubblicitalia, la società che aveva organizzato l’esposizione in questione.

In primo grado il tribunale aveva negato il diritto al risarcimento ma poi, la Corte d’appello di Genova, nel 2009, aveva condannato la società chiamata in giudizio. Senza successo la Pubblicitalia ha fatto ricorso alla Suprema Corte sostenendo di non poter essere chiamata a rifondere i danni al posto del venditore-truffatore.

Ma i supremi giudici gli hanno risposto che dall’esame “delle dichiarazioni rese dallo stesso titolare della Pubblicitalia” é stato accertato che “l’iscrizione delle ditte partecipanti alla manifestazione era avvenuta senza alcun controllo sui dati dalle stesse comunicate, mentre una condotta normalmente diligente avrebbe imposto l’esibizione e la verifica del certificato d’iscrizione alla Camera di Commercio, delle partite Iva e di quant’altro fosse necessario ad attestare l’esistenza e la titolarità della ditta”.

La Pubblicitalia è stata condannata anche a pagare 2.200 euro per le spese del procedimento in Cassazione.

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