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Progetto per discarica di Campochiesa, Fazzari (Samoter): “Osteggiati per il nome che portiamo”

Albenga. Insinuazioni sgradevoli, e senza fondamento, sia sul progetto da realizzare che sulla società che se ne dovrebbe occupare. Rita Fazzari, amministratrice della Samoter, cui è affidato il compito di realizzare una discarica di inerti a Campochiesa d’Albenga, prende la parola su un piano che molti, dalle pagine dei giornali e non solo, hanno osteggiato parlando di rischi ambientali connessi e dipingendo scenari foschi e caratterizzati da interessi occulti.

“Intanto, alcune precisazioni sul tipo di discarica: si tratta di un sito da adibire a deposito terra e roccia provenienti da scavi e detriti provenienti da demolizioni edili. Quindi nulla a che vedere con rifiuti urbani o speciali o, addirittura, pericolosi – precisa Fazzari – La destinazione agricola del progetto non viene alterata in nessun modo nè potrà essere trasformata e utilizzata a scopo edilizio. La destinazione era e resta quello di adibire il terreno, una volta esaurita la discarica, e presi i dovuti accorgimenti, ad uliveto. Il progetto è stato visto con favore dalla precedente così come dall’attuale amministrazione comunale dal momento che servono aree destinate all’uso che si intende farne. Si eviterebbe così lo spettacolo dei detriti abbandonati su terreni inidonei o addirittura lungo le strade”.

Rita Fazzari risponde anche a chi getta ombre sulla Samoter e su presunti affari illeciti: “La Samoter è una società a responsabilità limitata le cui quote sono di esclusiva proprietà mia e di mio marito Roberto Orlando – precisa – Non vi sono altri soci nè palesi nè occulti. Il progetto presentato tempo fa è stato respinto solo ed esclusivamente per aspetti di carattere tecnico ai quali stiamo lavorando per renderlo in tutto e per tutto conforme a quanto richiesto dalla pubblica amministrazione. Sono pronta in qualsiasi momento ad illustrare pubblicamente il progetto e a rispondere a tutte le domande che lo riguardino”.

“Quindi del tutto strumentale è la campagna di stampa contro la mia società a meno che non si voglia sostenere il principio che chiamarsi in un certo modo, cioè Fazzari, ed avere come cognato il signor Carmelo Gullace, sia di per sè motivo sufficiente per escludere da qualsiasi attività economica – dice l’amministratrice di Samoter – Vorremmo precisare che contro la campagna persecutoria intrapresa nei nostri confronti contro il signor Cristian Abboandanza e dalla Casa della Legalità abbiamo presentato alla Porcura della Repubblica di Savona tutti gli elementi che dimostrano come la mia famiglia e la società che amministro non hanno alcun collegamento con gli ambienti della criminalità organizzata o meno”.

“In un paese che si dice democratico – insiste Fazzari – non credo basti un nome per escludere dalla vita economica, civile e sociale chicchessia. Quanto a mio cognato Carmelo Gullace, dico solo che ha provveduto anche lui a fornire alla Procura tutta la documentazione giudiziaria che smantella completamenmte le calunniose affermazioni di chi vuole considerarlo, a tutti i costi, legato direttamente o indirettamente alla criminalità organizzata. A questo punto, quindi, le aternative sono due: o c’è qualcuno che ha interesse a far saltare il nostro progetto per sostituirsi a noi sfruttando dicerie false e infondate, oppure qualcuno, e mi riferisco ai responsabili della publica amministrazione e non ad un quisque de populo, ci dovrà dire: ‘Siccome non ci piace la famiglia da cui lei proviene e le parentele che vi legano, vi è proibita qualunque attività di qualsiasi genere o natura’”.

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