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Carbone, prove generali per il tunnel Alti Fondali: i primi vagonetti arrivati a Cairo, a novembre sarà a pieno regime

Cairo M. I primi vagonetti carichi di carbone sono arrivati presso i parchi di San Giuseppe di Cairo. Sono infatti iniziate in questi giorni le prove generali per l’avvio operativo del nuovo tunnel, l’impianto sotterraneo e sottomarino realizzato da Funivie S.p.A. che collega la banchina del terminal Alti Fondali del Porto di Savona con lo snodo intermodale di San Rocco dove sorge la nuova stazione di carico degli storici vagonetti funiviari.

A San Giuseppe di Cairo i vagonetti hanno così scaricato le prime tonnellate di carbone sbarcate presso il terminal Alti Fondali. L’inizio della piena operatività dei nuovi impianti e dell’intero complesso infrastrutturale è previsto entro novembre prossimo. La realizzazione dell’opera, ideata da Funivie S.p.A. e finanziata dal Ministero dei Trasporti per un valore di circa 40 milioni di Euro, è iniziata nel 2004 e consiste in due tunnel, di cui uno sottomarino ed uno sotterraneo, dotati di un sistema di nastri trasportatori che collegano il Terminal Alti Fondali con le due linee funiviarie di valico dell’Appennino ligure, lunghe 17 chilometri ciascuna, gestite in concessione dalla stessa Funivie S.p.A..

Entrando nel dettaglio del progetto, l’opera ha riguardato la realizzazione di due tunnel per una lunghezza complessiva di 1600 metri circa. Il primo, di circa 500 metri, è stato realizzato al di sotto del piano di banchina e collega il terminal di sbarco ad un pozzo di raccordo profondo 40 metri. Dal fondo di tale pozzo parte il secondo tunnel, lungo circa 1100 metri, che collega la zona portuale alla nuova stazione di San Rocco, dalla quale ripartono le due linee funiviarie. All’interno di tali infrastrutture è stata realizzata una linea di nastri trasportatori, gli impianti di caricazione dei vagonetti e tutti i sistemi ausiliari necessari a garantire i più elevati standard di sicurezza.

Il minitunnel, scavato all’interno della collina fronte mare in zona Valloria, è stato ottenuto grazie all’utilizzo di una particolare tecnologia denominata “microtunneling”, fiore all’occhiello dell’ingegneria made in Italy. Dal punto di vista ambientale, la nuova struttura trasportistica, essendo completamente interrata per la quasi totalità del suo passaggio all’interno del tessuto urbano della città (dal punto di sbarco fino a via Loreto Nuova, nei pressi dei “Rondinini”), consente di eliminare ogni impatto verso l’esterno, sia visivo che di dispersione delle polveri.

Sempre sotto questo aspetto, una volta a pieno regime, l’infrastruttura permetterebbe, alla potenzialità massima dell’impianto (8000 tonn/giorno), una riduzione del transito sulle strade di circa 300 camion al giorno, con un conseguente abbattimento delle emissioni inquinanti immesse nell’atmosfera. Il funzionamento a pieno regime del tunnel potrebbe anche far finalmente gioire gli abitanti della zona del Cadibona: i camion del carbone, in questo periodo, transitavano infatti sotto le loro case procurando non pochi disagi.

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