Cronaca

Morte all’Italiana Coke: due ore di salario devolute ai familiari, verso tavolo permanente su sicurezza

Cairo - mortale all' Italiana Coke

Cairo Montenotte. L’istituzione di un tavolo permanente sulla sicurezza, propedeutico alla crezione di un’apposita commissione. E’ il risultato dell’incontro tra sindacati e azienda dopo la tragica morte di Santino Barberis, l’operaio schiacciato ieri da una pala meccanica all’Italcoke di Bragno. I lavoratori hanno deciso di evitare lo sciopero di fine turno, ma hanno scelto di devolvere due ore del proprio salario ai familiari della vittima.

“Siamo ancora scossi per quanto accaduto – afferma Fulvio Berruti, segretario provinciale della Filctem Cgil – In questa azienda si sono registrati due infortuni mortali nel giro di breve tempo. Il fenomeno delle morti bianche non può più essere analizzato in base, soltanto, a procedure e normative, né in base alle ore di formazione fatte, ma si deve iniziare a rivedere l’organizzazione del lavoro”.

“L’Italiana Coke è un cantiere aperto con la presenza di molte aziende e diverse professionalità – prosegue l’esponente sindacale – Alcune attività che la società vuole esternare, in realtà dovrebbero essere inserite nell’azienda stessa, all’interno di un’organizzazione che prevede il dipendente diretto. Non c’è un modo scientifico di evitare gli infortuni fatali, ma è certo che investire sempre su aziende terze significa frammentare il ciclo produttivo, che diventa meno controllabile dalla casa madre”.

Secondo la ricotruzione dell’incidente, l’operaio che stava transitando all’interno dello stabilimento è stato investito dalla pala operatrice impegnata nelle operazioni di movimentazione del coke. “Italiana Coke è una di quelle aziende che investe, in pochi anni ha assunto cinquanta cassintegrati da Ferrania, e fa ore di formazione. Si vede che però questo non basta e ci vuole uno sforzo in più. Stamani abbiamo avuto due incontri, con la Rsu e con l’azienda. Abbiamo trovato convergenza per la creazione di un tavolo permanente sulla sicurezza, che possa trasformarsi in commissione” conclude Fulvio Berruti.

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