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Concessioni demaniali, prosegue la lotta dei balneari

L´articolo 11 della legge Comunitaria 2010, in discussione presso la 8°, 10° e 14° commissione permanente del Senato, propone di chiudere la procedura di infrazione europea 2008/4908 inerente le concessioni demaniali marittime di stabilimenti balneari attraverso l´abrogazione della normativa che prevede contratti della durata di sei anni più sei, rinnovabili automaticamente alla scadenza. Il secondo comma dello stesso articolo, inoltre, accorda al Governo una delega, affinché riveda e riordini la legislazione inerente entro 15 mesi dalla promulgazione della Comunitaria.

Il Comitato Balneari Liguria, con istanza 25 settembre, ha chiesto ai presidenti delle tre commissioni senatoriali lo stralcio dell´intero articolo 11 o, in subordine, lo stralcio del secondo comma, affinché una materia delicata com´è quella demaniale marittima sia discussa in Parlamento. Giovanni Botta, coordinatore del Comitato, afferma: “Si parla di abrogare il rinnovo automatico perché tutti – compresi il Parlamento italiano e l´U.E. – considerano questa norma pienamente vigente, nonostante il Milleproroghe 2009 abbia fissato per le concessioni balneari la scadenza del 31.12.2015”.

“Possiamo quindi uscire dall´infrazione seguendo il percorso indicato dall´articolo 9 della stessa direttiva Bolkestein, che consente di mantenere i regimi autorizzatori in essere quando essi siano compatibili con il principio di non discriminazione, siano giustificati da un motivo imperativo di interesse generale e siano proporzionati – dice ancora Botta – Caratteristiche che ritroviamo nelle concessioni inerenti le nostre aziende, le quali, in particolare, non prestano soltanto servizi di spiaggia, ma molteplici altri servizi pubblici essenziali. Questo consentirebbe di escludere gli stabilimenti balneari dall´applicazione della direttiva. Perdere questa opportunità e abrogare il 6 + 6 significa creare le premesse per porre fuori mercato oltre 28.000 aziende balneari, con ripercussioni devastanti sul settore e su oltre un milione di persone”.

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