Caccia allo storno, Enpa: “Farebbero una fila lunga 30 Km…”

storni

Savona. Allineati uno dietro l’altro, becco contro coda, morti, farebbero una fila lunga 30 chilometri. E’ questa la “piccola quantità” di storni, 120.000 uccelli parzialmente migratori, che sarà consentito abbattere ai cacciatori dalla legge approvato in consiglio regionale.

Una legge che, lo sanno bene i consiglieri votanti, dovrà essere ritirata al più presto, se non si vorrà che la Liguria venga nuovamente condannata dalla Corte di Giustizia Europea per caccia in deroga illecita, come accaduto nel 2007, quando dovette rimangiarsi un provvedimento analogo che, nel frattempo, aveva però consentito l’uccisione di 403.000 storni e fringuelli. Ma quello che si è voluto fare ieri è proprio questo: giocare sui tempi impiegati dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Giustizia UE per avviare il procedimento di annullamento; nel frattempo gli amati cacciatori, diverse centinaia in tutta la Liguria, faranno autentiche stragi di poveri storni; un atto indegno in un paese democratico, che sarà condannato a pagare le spese del procedimento stesso” afferma l’Enpa in una nota.

“Contro la proposta si era chiaramente espresso l’ISPRA, l’istituto scientifico al quale la regione ha l’obbligo di chiedere un parere preventivo, mentre uno studio pagato 48.000 euro all’Università di Genova non ha potuto sostenere la necessità di aprire la caccia in deroga; Università che, in un altro studio del 2003 aveva dimostrato che gli storni non producono danni significativi agli oliveti ma giocano un ruolo importante sulla salute delle piante” conclude l’Enpa.

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