Politica

Piccoli Comuni contro la manovra, Murialdo e Vezzi: “Verrebbe a mancare il presidio del territorio”

Bruno Odella - sindaco Murialdo

Murialdo/Vezzi Portio. Dalle calamità naturali a quelle finanziarie. Non c’è pace per il sindaco di Murialdo, Bruno Odella, alle prese con un annus horribilis, trascorso a contenere i danni provocati dalla frana che lo scorso 24 dicembre ha tagliato in due la Provinciale 51 in zona Isolagrande e, ora, a tentare di salvarsi da un altro grande “masso” che rischia di precipitargli sulla testa e di travolgere il Comune che amministra e che la manovra di Ferragosto vorrebbe sopprimere e accorpare ad altre realtà.

Con le sue 864 anime, infatti, sarà difficile per il paesino della Valbormida salvarsi dal taglio imposto dalla manovra ai Comuni con meno di mille abitanti. Lo sa bene Odella che scuote la testa e commenta: “Voglio aspettare di leggere il testo definitivo della manovra, ma se le cose dovessere andare in questo modo per Murialdo ci sarebbero ben poche speranze. Così come sono convinto che, in generale, vi sarebbero pochi benefici e pochi risparmi con questi tagli. Con l’aggravante che verrebbe a mancare il presidio del territorio. E’ stato un anno duro per il nostro paese, speriamo che non si concluda peggio”.

D’accordo con lui è anche Alessandro Revello, primo cittadino di Vezzi Portio, paese che conta poco più di 800 abitanti. “Gli sprechi sono altrove, non certo nei piccoli Comuni dove spesso gli amministratori locali non percepiscono alcuno stipendio. Non credo che potremo essere accusati di essere attaccati alle poltrone se diciamo no a questa finanziaria. Anche molti analisti economici sostengono che non risolva nulla. Il mio auspicio è che Anci possa incidere in questa fase parlamentare con proposte che migliorino quanto è stato deliberato”.

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