Cronaca

Compagnia carabinieri di Cairo: il bilancio del capitano Caci prima del passaggio di consegne

Cairo Montenotte. 500 arresti, 2300 denunce, oltre 4 chili di varie sostanze stupefacenti sequestrate. Questi tra i principali dati resi noti dal comandante della Compagnia carabinieri di Cairo Montenotte, Carlo Caci, che stamane ha tracciato un bilancio di fine mandato. Al posto del capitano uscente arriverà, alla guida della compagine territoriale valbormidese, il tenente Luca Baldi, proveniente da Massa Carrara, mentre Caci è stato destinato ad un incarico al nucleo investigativo di Catanzaro. Il passaggio di consegne vero e proprio è programmato per l’ultima decade di settembre. Il tenente Baldi, sposato con una figlia, ha già svolto un sopralluogo in zona cairese in veste ufficiosa.

Diversi i risultati operativi sottolineati in questi cinque anni dal capitano Caci. In primo luogo l’opera di costrasto al traffico di stupefacenti, con l’individuazione di piccoli e grandi spacciatori, sino all’arresto di “cavalli” e referenti più grossi dello smercio di droga. Quindi l’impegno nei casi di sangue degli ultimi anni: l’omicidio di Roberto Siri con l’identificazione dei responsabili (mentre sono ancora in corso le ricerche del latitante Arjan Quku); l’arresto di Pierangelo Facello per rapina, sequestro di persona e violenza sessuale; l’arresto dello studente universitario di pedagogia per abusi su una bimba di 2 anni; il tentato omicidio al tempio indù di Altare; il giro di estorsioni a danno di imprenditori locali sgominato nel 2007; l’operazione “Gambling” ancora in corso.

Il capitano Caci ha anche ricordato l’impegno dell’Arma nelle indagini sulle violenze maturate in ambito domestico, da quelle gravi come il delitto di Osiglia nel quale Massimiliano Molinari uccise il cognato o al recente omicidio-suicidio dei coniugi Aurelio Reburdo e Carla Buschiazzo a Pontinvrea, a quelle meno eclatanti ma pur presenti e diffuse. Un fenomeno, quello delle aggressioni parentali o domestiche, piuttosto costante in Valbormida. A differenza invece della casistica dei suicidi, che nell’ultimo periodo ha registrato un aumento.

“Ringrazio tutte le stazioni locali della Compagnia che hanno mostrato massimo coordinamento e collaborazione – sottolinea il capitano Carlo Caci – La Valbormida si dimostra una vallata sicura, anche grazie all’ottimo rapporto dei militari dell’Arma con la cittadinanza e le istituzioni ai vari livelli. Anche i giovani sono tranquilli e abbiamo notato una diminuzione dell’abuso di alcoolici, come dimostrano le contestazioni per guida in stato di ebbrezza, che sono diminuite. Non esistono, poi, fenomeni di baby gang. Inoltre, sul fronte dell’immigrazione, al di là di singoli episodi, c’è una buona integrazione”.

Il capitano ha anche rimarcato la presenza dell’Arma durante i grandi eventi, da Balla Coi Cinghiali (“con un impegno costante e crescente, con sempre maggior impiego di uomini e mezzi che ha portato al miglioramento dei livelli di sicurezza”) a Cairo Medievale al particolare rave party che, nel 2010, aveva interessato le ex aree industriali della Comilog.

“La struttura della Compagnia, nonostante non sia sufficiente, è stata migliorata in termini di operatività e funzionalità con l’impegno degli stessi militari – evidenzia il capitano – La sede ha visto il rifacimento della facciata e del tetto, un nuovo spazio mezzi e l’apporto di migliorie ai locali”. “Sono estremamente legato alla Valbormida – conclude Caci – Qui tornerò sicuramente, nonostante la distanza, perché lascio molti amici”.

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