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Inchiesta su Tirreno Power, quasi 4 ore di riunione in Procura tra pm, Pg e consulenti: “top secret” i contenuti

Savona . Quasi quattro ore. Tanto è durata questa mattina, a Palazzo di Giustizia, una “riunione operativa”, fissata dai magistrati savonesi, per discutere dell’inchiesta su Tirreno Power. Teatro dell’incontro è stata l’aula numero due, al secondo piano del tribunale: seduti al tavolo, disposto a ferro di cavallo, intorno ad un proiettore, c’erano il Procuratore Francantonio Granero, il sostituto Chiara Maria Paolucci, gli uomini della Polizia Giudiziaria ed il pool di consulenti nominati dalla Procura (Paolo Crosignani, primario dell’istituto Tumori di Milano, che è stato perito di parte per la popolazione di Casale Monferrato nel processo per le morti d’amianto, Valerio Gennaro, responsabile del dipartimento di Epidemiologia dell´Ist di Genova e membro dei Medici per l´Ambiente, e Paolo Franceschi, pneumologo di Vado Ligure, responsabile per l´ambiente dell´Ordine dei medici di Savona, ed i due esperti del settore biologico-scientifico che recentemente si sono aggiunti ai primi tre).

Top secret ovviamente il contenuto del “vertice”: nessun dettaglio è trapelato dagli inquirenti che si sono limitati a dire che quello della mattinata “è stato un lavoro molto articolato”, nulla di più. E allora si può solo immaginare quello che è successo dietro i vetri oscurati dell’aula due (che hanno garantito ulteriore riservatezza al “briefing”). Difficile pensare che i consulenti abbiano già presentato i risultati di qualche perizia ai magistrati, è probabile invece che l’incontro sia servito per fare il punto sull’inchiesta e per stabilire le prossime mosse da attuare (quali perizie eseguire e su quali aspetti puntare in principio).

La magistratura savonese attualmente ha due “filoni” di indagine aperti su Tirreno Power: uno che riguarda eventuali ipotesi di inquinamento ambientale di aria e acqua, l’altra che riguarda la tutela della salute. Per questo secondo filone, quello di cui quasi certamente si è discusso stamattina, i reati ipotizzati (al momento a carico di ignoti) sono di lesioni colpose ed omicidio colposo plurimo. Quello che la Procura vuole accertare è se ci sia o meno un nesso di causalità tra le emissioni della centrale e l’elevato tasso di mortalità rilevato nella zona di Vado.

Commenti

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  1. Scritto da antonio gianetto

    Caro Diego
    purtroppo il carbone fa male a noi cittadini, ma non ai politici!
    Ecco le ultime novità:
    26 luglio 2011 Centrale Enel Energia dal carbone a Porto Tolle: http://shippingonline.ilsecoloxix.it/p/ambiente/2011/07/26/AOTbdXo-centrale_carbone_energia.shtml

  2. Scritto da Diego Gambaretto

    Viviamo in un mondo di incertezze, dove la maggior parte delle persone fa i cavoli suoi.
    E’ difficile avere fiducia di qualcuno. Una parte di politica e magistratura non ha dato un buon esempio in questi ultimi anni.
    Però una cosa è certa: tra il carbone e metano il primo è sicuramente il più inquinante e dannoso per la salute, costa meno (se non si calcola il costo sociale) e crea più profitti per chi produce l’energia.
    Metanizzando si mantenevano i posti di lavoro ed avremmo avuto meno morti per tumore in futuro nella nostra provincia.
    E’ vero che le energie rinnovabili non sono la soluzione (per adesso) ma il carbone inquina troppo ed ha un costo sociale molto alto.
    Sfido a provare il contrario.

  3. folgore
    Scritto da folgore

    E l’intera indagine sarà finanziata da una ditta che installa pannelli solari, quando si dice che la giustizia è SUPERPARTES!!!!Che pagliacciata!

  4. Iosif
    Scritto da Iosif

    Infatti non si chiede all’oste com’è il vino e nemmeno agli avventori del locale che hanno sempre denigrato la bevanda.

  5. Scritto da Aurelio Bianchi

    Chiarezza vuol dire verità.
    E chi ama le versioni aziendali o del partito, non ama la chiarezza.

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