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Futuro del S. Corona, Quaini: “Sì a studio di fattibilità, con 50 milioni si può realizzare nuovo ospedale”

Stefano Quaini

Albenga. “L’incontro, cui ho partecipato, svoltosi in Comune ad Albenga alla presenza del sindaco Guarnieri, dei capigruppo e dei consiglieri regionali Miceli e Melgrati è stato estremamente proficuo per fare chiarezza su alcuni punti in merito alla sanità del ponente in modo particolare”. A dirlo è il presidente della Commissione Sanità della Regione e consigliere regionale Idv Stefano Quani.

“E’ stato affrontato il tema del provvedimento attualmente in esame in Commissione Sanità in merito alla riorganizzazione delle strutture complesse, che vedrà lunedì l’intervento in commissione del Dott. Moirano, direttore Agenas (Agenzia nazionale sanità) ma si è parlato soprattutto di riorganizzazione della rete di emergenza-urgenza in provincia. E’ stato da parte mia confermato il rinvio a settembre del provvedimento relativo alla riorganizzazione del pronto soccorso di Cairo ed Albenga, allo scopo di avviare un ampio confronto sul territorio e di consentire anche un’analisi più approfondita circa i rilievi di Agenas sulla rete ospedaliera dell’emergenza ligure, che per le sue peculiarità legata alla geografia, alla incidenza di popolazione anziana ed alla forte affluenza turistica poco si presta a rigide classificazioni che valide ad esempio in pianura padana, trovano poca praticità nel contesto ligure” osserva Quaini.

“Riconfermo da parte mia e di Italia dei valori la piena volontà di confermare gli attuali assetti organizzativi e denominativi di entrambe le realtà ospedaliere. Inoltre si è anche affrontato, in un clima di dialogo costruttivo,il futuro della sanità del ponente circa la rete ospedaliera, in cui ognuno ha espresso le proprie visioni che mi pare sostanzialmente possano convergere sull’ipotesi di affidare ad Albenga un forte ruolo in ambito di specialità internisti che e di base in un contesto di ortopedia elettiva di eccellenza, con un polo chirurgico riabilitativo di altissimo livello. Per S. Corona la mia posizione è chiara ed intende promuovere uno studio di fattibilità che porti a concepire il nuovo ospedale, aperto alle più opportune visioni logistico-architettoniche. Ovviamente mi sembra sbagliato e fuorviante pensare di fare riferimento alla precedente stima economica di fattibilità, a mio giudizio poco funzionale e poco aderente alla realtà per un ospedale che dovrà avere la piena realizzazione del Centro Traumi Superiore (CTS), ovvero il massimo della gestione di qualità nell’emergenza” aggiunge il consigliere Idv.

“Quindi un centro che prosegue le attuali competenze e che potrebbe ad esempio acquisire la cardiochirurgia, dando piena realizzazione al Dea di secondo livello , nel caso altre realtà liguri non proseguissero in tale vocazione; in quest’ultimo caso auspico la piena aderenza al progetto da parte di tutti gli amministratori del ponente e della provincia, sarebbe un’opportunità storica e darebbe completezza alla rete dell’emergenza della provincia di Savona ed Imperia. Ritengo che approssimativamente 50 milioni circa sarebbero sufficienti per il nuovo S.Corona, in gran parte autofinanziabili dalla limitata cessione di aree, grande vantaggio non possibile in altre realta’ed inoltre l’eventuale coinvolgimento di soggetti privati, cui andrebbero in gestione alcuni servizi, altra possibilità per l’attuazione del progetto” prosegue il presidente della Commissione Sanità.

“Di certo non appartengo alla schiera dei fautori dei due soli ospedali in provincia e ne rivendico la scelta, infatti attualmente i posti letti per acuti sono appena sufficienti a sostenere l’impatto dei ricoveri in un contesto provinciale in cui strutture intermedie e territorio sono carenti. Quattro ospedali molto caratterizzati e diversificati possono di certo coesistere anche in questo quadro economico e sanitario, il cardine del problema è la riorganizzazione di S.Corona in un presidio meno capiente ma più qualitativo, funzionale e moderno. Cairo dovra’ essere un centro di Day Surgery motore di tutta la provincia con un forte pronto soccorso. Savona deve divenire un polo oncologico clinico e diagnostico di alto livello e deve ampliare l’offerta attuale divenendo di fatto l’ospedale provinciale con piu’ competenze. Chi desidera a tutti i costi pensare di fare a meno di due ospedali deve prima di tutto andare a dirlo alla gente che gia’ oggi non sempre riceve il massimo dell’assistenza gia’ in tale contesto. Figurarsi se avendo due ospedali si pensa di migliorare l’assistenza ad un valbormidese o nel ponente nel pieno della stagione turistica, quindi Italia dei valori ha gia’ scelto la linea che e’ quella di dare, nonostante i tempi, massima assistenza sanitaria alla popolazione e di non delegare a nessuno la difesa della sanita’ pubblica. Attendo quindi anche che gli altri partiti politici dicano chiaramente cosa pensano senza trincerarsi dietro al politichese di circostanza e sciolgano finalmente il silenzio su questo tema” conclude Quaini.

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