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Finale, Legambiente chiede a Piaggio il rispetto degli accordi sottoscritti

Finale. “Legambiente Liguria ed il Circolo Legambiente di Finale Ligure Arene Candide non sono favorevoli, non sono mai state favorevoli, e non saranno favorevoli in futuro al progetto di urbanizzazione delle Aree Piaggio di Finale Ligure”. E’ questo il messaggio che arriva dall’associazione ambientalista per ribadire la contrarietà al progetto di recupero delle aree Piaggio.

E’ vero che Legambiente ha mostrato anche la volontà di dialogare ma ha voluto ribadire che, se ha scelto questa strada, è solo perché ha ricevuto garanzie ben precise: “Se nel Marzo 2009 Legambiente ha accettato di ritirare il ricorso al TAR presentato nel 2008, non è ovviamente stato perché era favorevole al progetto: fosse stata favorevole al progetto non avrebbe presentato alcun ricorso. Abbiamo ritirato il ricorso solo perché il presidente Burlando si è posto come garante per la realizzazione di un progetto meno invasivo per la città di Finale”.

“Vogliamo sottolineare il fatto che, a due anni dalla sigla del protocollo di intesa che ha portato al ritiro del nostro ricorso, non c’è traccia delle promesse mitigazioni, e non è stato possibile convocare il tavolo di confronto e verifica, che avrebbe proprio dovuto vigilare sulla realizzazione di tale accordo”.

“Legambiente non può che guardare con soddisfazione a questo passaggio, che ha a suo tempo favorito accettando di ritirare il ricorso che aveva presentato al TAR della Liguria, a causa dell’eccessivo impatto ambientale dal progetto di urbanizzazione delle aree di Finale Ligure, una volta ‘liberate’ dallo stabilimento Piaggio – proseguono da Legambiente -. Il ricorso, che aveva come oggetto giuridico l’eccessiva invadenza della riconversione delle Aree Piaggio all’interno della zona SIC, e la mancata esecuzione di una VIA (Verifica di Impatto Ambientale) del progetto, aveva anche l’evidente scopo di preservare Finale Ligure da una nuova invasione di Cemento: in pratica la realizzazione di un nuovo paese delle dimensioni di Spotorno in una zona già densamente popolata e cementificata”.

“Se, anche grazie alla mediazione del Presidente Burlando, abbiamo accettato di ritirare il ricorso, lo abbiamo fatto per due motivi fondamentali. Prima di tutto per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori Piaggio, di fatto posti sotto il ricatto occupazionale: trasferimento a Villanova e progetto edilizio a Finale, oppure licenziamento per tutti. In secondo luogo, perché abbiamo ricevuto garanzie scritte (siglate in un Protocollo di Intesa firmato il 5 Marzo 2009) dalla Piaggio e dalle Rappresentanze Sindacali, che il progetto urbanistico sarebbe stato rivisto, per ridurne al massimo l’impatto ambientale; tale accordo, richiesto, favorito e garantito dal Presidente Burlando e approvato dal Sindaco Richeri, prevedeva tra l’altro interventi specifici di Eco-domotica (anche in classe A e B), e l’istituzione di un tavolo di verifica, composto da Legambiente, Sindacato, e Piaggio, con lo specifico compito di verificare la corretta applicazione del protocollo di intesa”.

“Ci aspettiamo quindi che, mentre il progetto di trasferimento entra nella fase esecutiva, si dia finalmente vita al tavolo di verifica, da noi richiesto già nel Maggio 2009, e nuovamente sollecitato il 27 Giugno di quest’anno. Riteniamo che né Piaggio né il Sindacato abbiano nulla da temere dal confronto a tale tavolo se, come riteniamo, non intendono denunciare gli impegni presi nel Marzo 2009, ed intendono mantenere la necessaria trasparenza sul progetto urbanistico a Finale Ligure. Se così non fosse, riteniamo che il Presidente Burlando dovrebbe farsi garante dell’accordo da lui a suo tempo favorito, e gli chiediamo quindi, di concerto con il Sindaco Richeri, di convocare il tavolo di confronto tra le parti, come previsto dal Protocollo di Intesa” concludono da Legambiente.

Commenti

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  1. Scritto da Resist

    Tutti attendiamo a breve il tavolo di confronto che dovrebbe chiarire:
    -l’effettiva volumetria…turistica,residenziale,scolastica,commerciale,
    -l’impegno delle Ferrovie sui tempi del “raddoppio”, della realizzazione del nuovo ponte, della nuova stazione,
    -i tempi per la sistemazione degli argini del Pora nel rispetto dei Piani di bacino…i costi aggiornati..e chi pagherà,
    -ecc.ecc.