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Crac Ferrero, “il fatto non sussiste”: Giorgio Rebella assolto da ogni accusa

Tribunale

Savona. Giorgio Rebella, 62 anni, l’ex amministratore e revisore dei conti della cooperativa Nuova Ferrero Impianti di Altare, è stato assolto da tutte le accuse nel processo che lo vedeva come unico imputato per il crac dell’azienda. La sentenza è stata letta questo pomeriggio dal Collegio dei Giudici del tribunale di Savona che hanno assolto Rebella perché il fatto non sussiste dalle accuse di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale e truffa.

Nella scorsa udienza il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro aveva chiesto invece per l’imputato una condanna a cinque anni di reclusione. Secondo il quadro accusatorio, l’imputato, che era assistito dagli avvocati Gianfranco Nasuti e Andrea Argenta, aveva convinto i soci della cooperativa a sottoscrivere una fideiussione per un importo di 1 milione e 600 mila euro, illimitata, con durata di 15 anni, facendoli diventare garanti personali dei debiti che la cooperativa, già nel 2003 in stato di dissesto, aveva accumulato.

Inoltre il pm Giovanni Battista Ferro accusava l’ex presidente della Nuova Ferrero Impianti di aver commesso i fatti “con abuso di relazioni di prestazioni d’opera”. Giorgio Rebella, finito agli arresti domiciliari nell’estate del 2007, si era invece sempre difeso sostenendo di aver sempre agito a favore della cooperativa, pur nelle difficoltà per le adempienze delle altre aziende.

Secondo l’avvocato Stefano Marletta, che assisteva alcuni dei soci che si erano costituiti parte civile, la posizione di Rebella era ben definita: “Lui aveva creato un dissesto da 8 milioni di euro e convinse i soci a firmare la fideiussione quando c’era già uno stato di insolvenza. Il buco si era creato perché in più occasioni lui produceva delle fatture false per ottenere degli anticipi sulle stesse dalla banca”. Sempre secondo la tesi dell’avvocato Marletta già quando il disavanzo della Nuova Ferrero era di 3 milioni di euro Rebella ne aveva dichiarati solo 350 mila mentendo, di fatto, sulla reale situazione del bilancio della cooperativa. Una tesi che, evidentemente, però non ha convinto i giudici che hanno assolto Rebella.

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