Economia

Tirreno Power, l’assessore Briano: “Vogliamo chiudere la partita”. I sindacati: “Sì all’accelerazione”

Vado Ligure. Sembra riprendere quota il confronto tra Regione Liguria e gruppo Tirreno Power sul progetto di ampliamento della centrale di Vado Ligure. L’assessore regionale all’ambiente Renata Briano ha detto di “voler chiudere la partita entro l’estate”. A margine del Forum dell’Ambiente 2011, in corso in queste ore al Galata Museo del Mare di Genova, l’assessore ha sottolineato: “Noi abbiamo fatto una proposta, che tiene in considerazione l’ambiente ma anche i posti di lavoro ed è su questa proposta che vogliamo continuare a ragionare”.

Dai sindacati arriva, intanto, un nuovo sollecito per la definizione dell’accordo ed il via libera all’autorizzazione. “In un momento di pesante crisi per l’industria ligure è difficile immaginare che si possa abbandonare un progetto ed un investimento così come presentato dall’azienda” osserva il segretario provinciale della Filcem Cgil, Fulvio Berruti, parlando dell’iter di approvazione dell’ampliamento della centrale vadese, costellato di intoppi burocratici e caratterizzato dalla resistenza di alcuni comitati no-carbone.

“La posizione della nostra organizzazione sindacale assolutamente non è cambiata, e riteniamo sia stata giusta la sollecitazione da parte dei vertici di Tirreno Power a chiedere un’accelerata sul progetto e decidere finalmente se si farà o meno. Ripetiamo che da un punto di vista occupazionale sarebbe difficile digerire un no a questo progetto” aggiunge Berruti.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario provinciale della Uilcem, Pino Congiu, che afferma come “sia difficile pensare che il presidente Burlando e la Regione Liguria possano arrestare un investimento così importante per il Savonese e tutta la Liguria. Credo che l’azienda abbia prodotto modifiche significative anche sul fronte dei parametri di impatto ambientale della centrale andando incontro alle richieste del territorio”.

“Non dimentichiamo che intorno al progetto di Tirreno Power ruota un indotto industriale che troverà nuova linfa proprio grazie a questo piano industriale con la possibilità che anche una parte dei lavoratori di Ferrania possa far parte dei nuovi livelli occupazionali che andranno a definire con la nuova centrale” conclude Congiu.

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