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Rissa fuori dal tempio induista di Altare, altri 2 cingalesi indagati per il tentato omicidio

arrestati rissa al tempio induista di Altare

Savona. Si allunga la lista delle persone coinvolte nella rissa, poi sfociata in tentato omicidio, fuori dal tempio induista di Altare (Svami Gitananda Ashram), in località Pellegrino. La Procura di Savona ha infatti scritto il nome di altre due persone sul registro degli indagati. Dopo Selvarasa Nirujan, 24 anni, e Antonamirthanathar Sutarshan, 27 anni, che erano stati arrestati poco dopo il fatto, adesso dell’accusa di tentato omicidio devono rispondere anche Benjamin Bonapart Samuel Solaman, 22 anni, e Arimai Rajan Rajeharani, 25 anni.

Nel tragico episodio, secondo quanto era stato accertato, però la religione non c’entra nulla. Ciò che aveva dato vita ad una violenta lite nei pressi del tempio indù, con tanto di coltelli da cucina e machete, era legato solo ed esclusivamente a motivi passionali. A raccontarlo erano stati proprio i due arrestati che al termine delle celebrazioni di un’importante festa religiosa nel tempio, nel settembre scorso, avevano aggredito un connazionale.

I due si erano appostati lungo la strada sterrata che conduce al tempio, al confine tra Altare e Carcare, in attesa di P.D., 31 anni (anch’egli dello Sri Lanka e residente a Genova, come tutti i protagonisti della vicenda). Era lui l’uomo a cui Antonamirthanathar Sutarshan voleva farla pagare, dal momento che aveva osato corteggiare la donna di cui era infatuato. Quando P.D. era uscito dal tempio in compagnia di tre amici, si era scatenata la rissa. Ad avere la peggio era stato uno degli amici di P.D., che era finito in prognosi riservata al Santa Corona di Pietra Ligure.

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