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Elezioni Savona, analisi del voto: scarso il “peso specifico” di Marson e Berruti nelle coalizioni

marson e berruti

Savona. Elettori sempre più disorientati, attenzione crescente per i partiti minori che si contrappongono al bipartitismo, scarsa capacità di attrazione voto dei candidati delle due grandi coalizioni. Sono gli elementi che emergono dalla fotografia sulle amministrative di Savona scattata da Tikkun Fenix, società specializzata in analisi politico-elettorali.

Nella tornata di voto di metà maggio Risulta minimo l’apporto personale dei candidati delle coalizioni principali: Marson, candidato della coalizione guidata dal Pdl influisce solo per l’8% delle preferenze totali espresse per la sua coalizione, al pari di Genta di Fli, movimento alla prima esperienza elettorale. Il sindaco Berruti è stato rieletto grazie ai voti ottenuti dalla coalizione capeggiata dal Pd, mentre l’apporto di preferenze ai lui indirizzate si ferma al solo 4%.

Per Paolo Marson la dispersione dei voti del centro destra verso Fli e Forza Nuova con la defezione dell’alleanza Api più Udc hanno sicuramente indebolito la forza aggregatrice del Popolo della Libertà che nonostante tutto non avrebbe raggiunto il numero di preferenze necessarie per superare l’avversario Federico Berruti.

Il peso specifico dei candidati risulta più alto nel caso di Ghione (Nuova Destra Savonese – FN), che catalizza il 30% delle preferenze ottenute all’interna della propria forza, seguito da Anselmo del Partito Comunista dei Lavoratori (19%), Pongiglione per i Verdi – Noi per Savona (18%) e De Benedetti del Movimento 5 Stelle (13%).

“Dall’analisi dei dati emerge che la lista civica collegata a Berruti ha influito sul risultato della coalizione per il 12,6%, circa 3 volte in più del candidato considerato individualmente, pertanto il 44% delle preferenze è stato portato dal Pd ed il restante 39 % dei parti alleati nella coalizione di centrosinistra. Tra le file del centrodestra c’è maggior equilibrio tra le preferenze raccolte da Marson (7,7%) e dalla lista civica a lui collegata (13,1%), che sommate incidono per il 20,8% sul risultato finale della coalizione di riferimento dove il Pdl porta il 59% e la Lega solo il 19% delle preferenze. Ma qui è ovvio considerare che non tutti i candidati si sono presentati con liste civiche a proprio nome: non ci sono state liste civiche collegate a Ghione, Genta, De Benedetti, Pongiglione ed Anselmo” è la disamina tracciata da Tikkun Fenix.

“A prima vista – prosegue l’analisi – si può identificare un elettorato sempre più disorientato anche e soprattutto all’interno dei propri parti di riferimento con una progressiva attenzione alle nuove realtà politiche che si contrappongono al bipartitismo classico. La dispersione dei voti dei maggiori partiti la si ritrova nei nuovi. Indubbiamente di evince che la differenza in queste ultime elezioni non è da attribuirsi alla capacità di attrazione voto del candidato, eccezion fatta per Ghione che diventa il vero candidato catalizzatore per il suo partito. Mentre per i partiti maggiori il candidato non riesce ad attrarre in maniera rilevante, pertanto dimostra di non essere convincente per gli elettori del proprio schieramento. Il movimento di Beppe Grillo dimostra la capacità di intercettare i bisogni e trasformare la protesta in voti. L’effetto del Movimento 5 Stelle non è nuovo nel panorama politico, lo ritroviamo in passato prima nella lega e poi nell’Idv”.

Merita anche attenzione la percentuale di crescita o di decrescita dei partiti presenti alle elezioni comunali 2011 di Savona rispetto alle consultazioni elettorali precedenti. I partiti maggiori, ossia Pd e Pdl, risultano avere un trend negativo in tutte le consultazioni elettorali. L’Italia dei Valori, in crescita rispetto al 2006, ha un trend negativo tra il 2008 e 2009 e rimonta nel 2011 ma perdendo sempre circa il 2% nel 2011. La Lega Nord ha un trend negativo tra il 2008-2009-2010 mentre in relazione al 2006 raggiunge circa un 3% in più. SEL di Vendola pur mantenendo un trend positivo rispetto al 2009 ha un lieve calo di circa il 0,62%. Il Psi mantiene un trend di crescita positiva. L’Udc (pur rilevando l’assenza di Api nel 2006 e 2008) ottiene con l’Api un trend di crescita positiva.

Fin qui la comparazione con gli appuntamenti elettorali precedenti, comprensivi di regionali, nazionali ed europee. Le differenze del voto tra le due elezioni comunali, quella del 2006 e quella del 2011, fa spiccare in particolare la netta perdita di consensi del Pd (-17,38%), maggiore rispetto a quella del Pdl (-3,73%). Mentre per Lega Nord (+3,83%) ed Idv (+3,31%) si rileva un maggior tasso di crescita.

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