Incidente mortale all’Italiana Coke: assolto il dirigente dell’azienda Giancarlo Bruni - IVG.it
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Incidente mortale all’Italiana Coke: assolto il dirigente dell’azienda Giancarlo Bruni

Savona. Assolto perché il fatto non sussiste. Si è chiuso con questa sentenza (per la motivazione bisognerà attendere trenta giorni), questa mattina, in Tribunale a Savona, il processo che vedeva sul banco degli imputati per la morte di Giancarlo Garabello, l’operaio di 45 anni rimasto vittima di un’incidente sul lavoro, il 24 gennaio del 2008, all’interno dell’Italiana Coke, Giancarlo Bruni, dirigente e responsabile della gestione sicurezza e della salute dello stabilimento di Bragno. Il pubblico ministero Chiara Maria Paolucci aveva chiesto per l’imputato, che doveva rispondere dell’accusa di omicidio colposo e di alcuni altri reati legati a violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro, una condanna a sei mesi di reclusione.

La vittima dell’incidente sul lavoro all’Italiana Coke, dipendente di una ditta appaltatrice, la Ati, in associazione temporanea d’impresa con la Simic Spa, stava lavorando alla manutenzione della “guida coke” quando un collega, che non poteva vederlo, ha messo in moto il macchinario che lo ha schiacciato. Per Garabello non c’era stato purtroppo scampo. In seguito all’incidente era così stata aperta un’inchiesta che aveva portato al rinvio a giudizio del dirigente dell’azienda di Bragno. Il difensore di Bruni, l’avvocato Fausto Mazzitelli, fin dal principio aveva cercato di dimostrare che il suo assistito non aveva responsabilità sulla morte dell’operaio: se qualcuno doveva vigilare in quella circostanza non era lui. Una tesi che, evidentemente, è stata “sposata” anche dal giudice Marco Canepa che l’ha assolto da ogni accusa.

Nel corso delle ultime udienze erano stati sentiti una decina di testimoni tra cui alcuni colleghi della vittima e un consulente della difesa, Marco Vigone, ingegnere e Membro delle Commissioni “Sicurezza”, “Acustica”, “Vibrazioni”, “Ergonomia” dell’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (U.N.I.). Nella sua testimonianza l’esperto della difesa aveva criticato il lavoro dell’ispettore dell’Asl (Corrado Benini, nome noto alla cronaca per una questione di tangenti) che secondo lui non avrebbe tratto delle conclusioni corrette sulla sicurezza dell’impianto e avrebbe contribuito a sviare le indagini della Procura.

Nella sua testimonianza l’esperto della difesa ha criticato il lavoro dell’ispettore dell’Asl (Corrado Benini, nome noto alla cronaca per una questione di tangenti) che secondo lui non avrebbe tratto delle conclusioni corrette sulla sicurezza dell’impianto e avrebbe contribuito a sviare le indagini della Procura.

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