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Fondi per oratori utilizzati indebitamente: iniziati gli interrogatori in Procura

Savona Tribunale

Savona. Articolo 316 bis del codice penale. “Malversazione a danno dello Stato”, ovvero un indebito utilizzo di erogazioni pubbliche. E’ questo il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Savona nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge alcune parrocchie del savonese che avrebbero fatto un uso improprio dei fondi regionali destinati al recupero degli oratori. Dal sesto piano di palazzo di Giustizia, dopo la secca smentita di questa mattina (nella quale si precisava che il Vescovo Lupi non è iscritto sul registro degli indagati), poco o nulla trapela su questo nuovo filone di indagine che riguarda la Diocesi di Savona.

Il dato certo è che l’inchiesta ha preso le mosse dall’esposto di Don Lupino, parroco di Lavagnola, che, stanco di vedere respinte le sue richieste di finanziamenti, ha denunciato in Procura presunte irregolarità nella gestione dei fondi erogati ad alcune parrocchie. Da qui è partita l’inchiesta, seguita direttamente dal Procuratore Francantonio Granero, che ha portato ad iscrivere nel registro degli indagati sei persone tra sacerdoti e responsabili (laici) di circoli cattolici savonesi. Per alcuni di loro, che si sono comunque avvalsi della facoltà di non rispondere, sono anche già iniziati gli interrogatori a Palazzo di Giustizia. Interrogatori che andranno avanti anche nei prossimi giorni. Non è da escludersi che, come persona informata sui fatti (visto che al momento non è indagato), venga sentito in futuro anche lo stesso Monsignor Lupi.

Per il momento quindi l’inchiesta e gli accertamenti della polizia giudiziaria proseguono. Quello che la Procura deve accertare è se i soldi pubblici, erogati dalla Regione, siano stati effettivamente utilizzati per interventi che non rientravano in quelli previsti. In particolare i finanziamenti sarebbero stati usati per gli edifici parrocchiali e per la ristrutturazione di case e, in almeno un caso, anche per realizzare parcheggi.

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