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Carabiniere suicida a Luceto, forse problemi economici dietro al tragico gesto foto

Albisola S. Aveva fatto il turno di notte e, dopo aver smontato, era tornato regolarmente a casa, a Luceto, dove viveva con la moglie e la sua bambina di sei mesi. Poi, a metà mattina, è uscito di nuovo e non ha fatto più ritorno nella sua abitazione. A trovare il suo corpo senza vita, all’interno della sua auto, una Dacia Sandero, nel piazzale tra la chiesa di San Matteo e il campo sportivo della frazione albisolese, e a dare l’allarme, intorno alle 14, è stato Don Agostino Paganetti, il parroco della chiesa. Il prete è stato allertato da una donna che stava portando a spasso il cane e ha notato il cadavere. Per Maurizio Varicelli, il carabiniere di 42 anni che, con la sua pistola d’ordinanza si è sparato un colpo alla tempia, non c’era purtroppo più nulla da fare. I soccorritori non hanno infatti potuto fare altro che constatare il decesso.

Don Agostino, che era lo stesso sacerdote che aveva sposato Maurizio e la moglie, nel settembre 2005, proprio nella chiesa di San Matteo, ha raccontato: “Non mi sono accorto subito che era proprio lui. Quando ho visto il corpo non ho avuto il coraggio di guardare nella macchina. Sono rientrato in parrocchia intorno alle 11,30 e l’auto non c’era ancora, poi mi sono messo a riposare. Intorno a mezzogiorno ho sentito un colpo ma non mi sono preoccupato, pensavo fosse qualche cacciatore. Invece alle due mi hanno suonato e mi hanno detto che in una macchina c’era un corpo senza vita..”.

Il militare solo due settimane fa, il 26 marzo, aveva fatto battezzare la sua bimba. Era stato sempre Don Agostino a celebrare la funzione nella chiesa di Nostra Signora del Carmine, non lontana dal piazzale dove il carabiniere si è sparato. “In quell’occasione era molto sereno, scherzava ed era tranquillo. Davvero non sembrava che ci fosse qualcosa che non andava” ricorda il sacerdote.

Invece, evidentemente, nella testa di Maurizio Varicelli erano presenti brutti pensieri e preoccupazioni che, stamattina, lo hanno spinto ad un gesto tanto estremo. Gli inquirenti non hanno infatti dubbi sulla causa della sua morte: si è trattato di un suicidio. Il colonnello Olindo Di Gregorio si è limitato a commentare: “Quello che è successo ci ha colpito tutti personalmente. Il nostro collega è sempre stato irreprensibile in servizio: preciso e puntuale. Non c’è mai stato nulla da eccepire con lui. Posso solo dire che siamo dispiaciuti per non esserci accorti del suo malessere”.

A spingere Maurizio Varicelli, che prestava servizio presso la centrale operativa del 112, a compiere il tragico gesto sembra che possano esserci dei problemi economici. Pare che il militare fosse preoccupato per le spese mediche che sosteneva per curare i genitori. Ma sulle cause che lo hanno spinto a togliersi la vita sono ancora in corso accertamenti.

Commenti

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  1. red1966
    Scritto da red1966

    concordo con Pirata!!!

  2. pirata
    Scritto da pirata

    @redazione: ma tutte ste foto erano proprio necessarie???

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