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Visita pastorale, lettera del vescovo alla diocesi

Mons. Vittorio Lupi - vescovo Savona Noli

Savona. Conto alla rovescia per la prima visita pastorale di monsignor Vittorio Lupi alla diocesi, che inizierà nel gennaio prossimo partendo dall’unità pastorale del centro storico di Savona. Proprio in questi giorni il vescovo ha nominato i sacerdoti che faranno da convisitatori, affiancandolo nella varie fasi della visita. Sono don Giovanni Margara per gli aspetti giuridici, don Piero Giacosa per quelli amministrativi, don Riccardo Di Gennaro per quelli artistico-culturali, e don Antonio Ferri per quelli pastorali.

A breve partirà una lettera con cui il vescovo spiega alla diocesi il significato della sua prima visita. “E’ stato mio desiderio fin dall’infanzia – confida – poter essere sacerdote e ho sempre desiderato esercitare il mio ministero presbiterale come pastore in mezzo al popolo di Dio; ho interpretato questo desiderio come una chiamata del Signore cui, pur con i miei limiti, ho cercato di rispondere, e in questa veste di pastore ho avuto le maggiori gioie spirituali della mia vita. Questa dimensione della vita pastorale diventa più difficile per un vescovo a causa del numero delle persone e della complessità delle realtà presenti in diocesi; c’è tuttavia un momento particolare in cui il vescovo è chiamato ad essere pastore nel senso più vero, cioè più vicino alla gente, come lo era Gesù, nell’andare incontro alle persone per conoscerne i problemi, le difficoltà, le sofferenze, ma anche le gioie e il percorso di fede e per incoraggiarle, sostenerle, rafforzarle ed eventualmente correggerle”.

Monsignor Lupi spiega che la “visita pastorale è diversa dalle visite comuni che fa il vescovo in occasione delle Cresime, delle feste patronali o in altre circostanze: è il momento in cui incontra le persone in quanto pastore, e la sua visita è un evento di grazia che riflette in qualche misura quella specialissima visita col la quale il supremo Pastore delle nostre anime, Gesù, ha visitato il suo popolo”. Ad essere incontrati saranno anzitutto i parroci e i sacerdoti operanti in parrocchia (ai quali il vescovo esprime riconoscenza “per il lavoro spesso misconosciuto, talvolta denigrato”) i collaboratori, i catechisti, gli animatori liturgici, gli operatori della carità, i membri del Consiglio pastorale, i bambini, gli anziani, gli ammalati, i giovani e “tutti coloro che vorranno incontrarmi”. Conclude il presule: “Vi esorto a prepararvi a questo momento, così come mi sto preparando io, nella preghiera, affinché questo tempo che il Signore ci offre e che è favorevole per la nostra crescita nella fede, non passi invano”.

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