Cronaca

Piano Casa, Legambiente contraria alle proposte: “Serve passo indietro”

Piano casa

Liguria. “I prossimi giorni saranno decisivi in merito alle decisioni che prenderà la Regione Liguria sulle modifiche al Piano Casa, votato dal precedente consiglio regionale ( L.R. 49/2009). Sulle proposte messe in campo noi esprimiamo dissenso fondamentalmente per tre motivi”. A dichiararlo è il Presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti che spiega: “Il primo riguarda la deregulation che di fatto si opera sugli interventi di riqualificazione e demolizione–ricostruzione in Liguria, al di là di Piani generali e puntuali, e Norme di salvaguardia Urbanistica, Paesistica e Ambientale che già oggi si fatica a far rispettare, con la mancanza della certezza della Norma Urbanistica”.

“Il secondo riguarda la possibilità di sanare residenze e strutture turistico–ricettive che hanno ricevuto sanatorie, grandi o piccole, dopo aver commesso abusi edilizi, anche solo parziali. Noi siamo sempre stati, e lo rimaniamo, convinti che non si possa premiare chi ha commesso abusi edilizi, o chi ha rilevato edifici poi sanati, e quindi diciamo no anche a parziali possibilità di usufruire di ampliamenti e/o demolizioni-ricostruzioni con premio per questi soggetti” aggiunge Sarti.

“Il terzo riguarda l’estensione del Piano Casa a edifici produttivi, di tipo artigianale – industriale che con la residenzialità e la ricettività non hanno nulla a che spartire. In questo modo si confondono e si tradiscono le finalità del Piano casa, e si rende ancora di più caotica e inefficace l’applicazione degli strumenti di Salvaguardia dei PUC e del Piano Paesistico, essendo troppo facilmente aggirabile il controllo a priori della compatibilità con gli strumenti Urbanistici” spiega il numero uno di Legambiente Liguria.

“Chiediamo – afferma Sarti – quindi un passo indietro su tali punti, soprattutto evitando forme premiali e stralciando la posizione degli edifici produttivi rispetto agli altri, e chiediamo anche di evitare che si getti nel caos urbanistico questa Regione per tre anni, innalzando i termini del Piano Casa da 24 a 36 mesi, cosa assolutamente da non fare”.

“Chiediamo al contrario, che si ponga rimedio a un errore del Piano Casa originario (la già citata 49/2009), estendendo la non applicazione del Piano Casa steso non solo ai Parchi di Portovenere, Alpi Liguri, Cinque Terre e Montemarcello – Magra, ma anche agli altri Parchi, e alle Aree Protette riconosciute dalla Direttiva Habitat (92/43) dell’Unione Europea, e cioè SIC, ZSC e ZPS” conclude il presidente di Legambiente Liguria.

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