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Migrantes diocesana, oltre 350 persone allo “sportello badanti”

Savona. In un anno sono state accolte e ascoltate più di trecentocinquanta persone che cercavano lavoro, di cui circa il 90% donne. Le nazionalità di provenienza erano molteplici, i gruppi più numerosi quelli dell’Ucraina (70), della Romania (61) e dell’Ecuador (48); nello stesso periodo sono stati ascoltati i bisogni di circa cinquanta famiglie in cerca di badanti. Sono le cifre più indicative dello “sportello per badanti”, il servizio della Migrantes diocesana che ha compiuto in questi giorni un anno di vita.

“La nascita di questo sportello – spiegano in Migrantes – affonda le sue radici anni or sono, quando suor Liliana, che prestava servizio nel Centro di ascolto diocesano, accogliendo una continua richiesta di lavoro da parte delle badanti presenti sul territorio, iniziò l’attività di un servizio rivolto a coloro che cercavano lavoro come badanti. Attraverso colloqui con queste persone riusciva a presentarle a famiglie richiedenti una badante. Essendosi suor Liliana trasferita in un’altra città, da circa un anno un operatore della Migrantes, una volontaria e una ragazza in servizio civile portano avanti questo servizio sito in via Luigi Corsi 35 e aperto tre mattine alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9 alle 12. Tale attività è inserita inoltre, in un progetto più ampio promosso dal Comune di Savona con l’obiettivo di creare una rete tra le diverse realtà del territorio che si occupano di tale servizio. Tale progetto nato nell’autunno scorso vede coinvolte le seguenti associazioni: Aism, Anolf, Auser, Cgil e Caritas”.

Il lavoro di sportello è rivolto sia alle persone che cercano lavoro come badanti, italiane e straniere, uomini e donne, sia alle famiglie che cercano una assistente domiciliare. Dalla raccolta dei bisogni e delle esigenze di entrambe le parti i volontari allo sportello danno ai potenziali datori di lavoro i contatti delle badanti. Lo sportello è inoltre il luogo dove poter offrire accoglienza e ascolto alle persone che si trovano in difficoltà e che vivono situazioni di disagio; allo stesso tempo è occasione per poter dare informazioni utili per muoversi nella nostra città a coloro che ancora non hanno chiari i riferimenti sul nostro territorio.

“Più volte – continuano – abbiamo offerto ascolto a donne preoccupate per la loro famiglia nel paese d’origine, donne affaticate dalle richieste di famiglie che non riescono a rendersi conto della fatica emotiva che il lavoro di badante comporti, donne che migrate in cerca di una migliore situazione sociale ed economica si rendono conto di trovarsi ora in grosse difficoltà per cercare lavoro e spesso sole. Allo stesso modo abbiamo accolto famiglie in situazione di dolore per le condizioni di familiari malati e sofferenti, abbiamo accolto lo smarrimento di fronte alla malattia e alle difficoltà che possono seguire all’uscita da una struttura sanitaria”.

Qualche dato sulla domanda di cura nella provincia di Savona può aiutare ad inquadrare la portata di questo fenomeno. Gli indici demografici provinciali tratteggiano una popolazione in età avanzata (l’età media è pari a 47 anni) e un processo di invecchiamento che prosegue dagli anni ’70. La provincia savonese, la più vecchia tra quelle liguri, è composta da circa 285.000 abitanti, di cui circa 19.200 hanno più di 80 anni. I giovani sino ai 14 anni costituiscono l’11% della popolazione, la fascia centrale dai 15 ai 64 anni rappresenta il 62%, le persone in età avanzata da 65 sino a 80 anni sono il 20% e gli over-80 anni ammontano al 6,7%.

“Purtroppo la crisi economica e il numero sempre più grande di persone che cerca questo delicato e difficile lavoro – concludono in Migrantes – fanno sì che ben poche di loro trovino realmente una collocazione lavorativa frutto del contatto con il nostro sportello. Infatti in questi ultimi due mesi solo due famiglie si sono rivolte a noi per cercare una badante. Un dato indicativo del momento di crisi nel mondo del lavoro, è quello delle molte donne italiane (45) che in questo periodo si sono presentate a questo sportello”.

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