Inchiesta spiagge Alassio, domani altri interrogatori in Procura: potrebbe toccare a Calò - IVG.it
Cronaca

Inchiesta spiagge Alassio, domani altri interrogatori in Procura: potrebbe toccare a Calò

Savona Tribunale

Savona. La Procura non abbassa la guardia e manda avanti a ritmo serrato l’inchiesta relativa alla gestione delle spiagge comunali di Alassio. Domani negli uffici del sesto piano di Palazzo di Giustizia compariranno quasi tutti i protagonisti, loro malgrado, di questa vicenda. Il Procuratore capo Francantonio Granero e il sostituto Maria Chiara Paolucci infatti hanno fissato una nuova serie di interrogatori delle persone indagate.

Dopo che la settimana scorsa era stato sentito il presidente della ex “Gesco Mare” Corrado Barbero, domani, davanti ai magistrati, sfileranno alcune delle altre persone, 12 in tutto, indagate a vario titolo di abuso d’ufficio e peculato. Dalla Procura nulla o quasi trapela sulla “lista” dei nomi di chi sarà ascoltato: una delle poche certezze sembra essere che non saranno sentiti Barbero ed il vice segretario comunale Demetrio Valdiserra (entrambi già sentiti a lungo).

Domani potrebbe essere quindi il giorno dell’interrogatorio dell’assessore Fabrizio Calò: da settimane infatti si attende la sua convocazione in Procura, ma finora l’amministratore comunale alassino non era ancora stato sentito. Insieme a lui potrebbe tornare davanti ai magistrati anche l’assessore Invernizzi che in un primo momento si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Se su chi verrà sentito domani poco trapela, sembrano davvero non esserci dubbi sulla ferma volontà della Procura di volere fare luce sulle concessioni rilasciate per la gestione delle spiagge libere attrezzate oltre che sul presunto volume d’affari non dichiarato generato dalle tariffe applicate.

Altro punto oscuro della vicenda è il passaggio nella gestione delle spiagge dalla Gescomare (società mista pubblico-privata) ai Bagni di Mare (società pubblica). Uno degli obiettivi della Procura savonese dovrebbe proprio essere quello di andare a fondo su questo aspetto, così come su eventuali “strane” connessioni tra la società che gestiva le spiagge libera e la “Sca”.

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