Gioco d’azzardo e dipendenza, proposte bipartisan per regolamentare il settore - IVG.it

Gioco d’azzardo e dipendenza, proposte bipartisan per regolamentare il settore

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Liguria. Investire il 15% degli introiti del gioco legalizzato a sostegno di campagne e centri per le patologie legate alla dipendenza da gioco e poi un altro 15% al Fondo di solidarietà per le vittime del racket. L’idea è dei parlamentari liguri Pd, al lavoro su una concreta proposta di legge per sconfiggere, con l’aiuto dello Stato, questa particolare forma di dipendenza.

“Secondo Eurispes – hanno sottolineato il segretario regionale Pd Lorenzo Basso, la senatrice Roberta Pinotti e l’onorevole Mario Tullo, autori della proposta – il 3% della popolazione italiana è vittima di dipendenza da gioco, centinaia di migliaia di persone, soprattutto chi ha un reddito medio-basso: giocano il 47% degli indigenti ed il 66% dei disoccupati. Il 6,5% degli studenti che giocano abitualmente dichiara di aver speso oltre 50 euro nell’ultimo mese”.

“Lo Stato non può solo sponsorizzare il gioco legalizzato, deve anche avvertire i giocatori sui rischi – ha aggiunto Lorenzo Basso – perciò i parlamentari liguri del Pd avanzerà una proposta di legge per sensibilizzare contro la dipendenza da gioco e destinare risorse all’educazione. Non si tratta di togliere il piacere di giocare una schedina, e non è neppure moralismo ma di dare consapevolezza ai cittadini, soprattutto in un momento di crisi in cui il gioco aumenta. Sono stati due i suicidi nell’ultimo mese in Liguria a causa di debiti da gioco”.

Ma l’argomento “gioco” è sentito da entrambi gli schieramenti. Sugli introiti dell’erario da gioco, Enrico Musso ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia, per sapere quali provvedimenti di vigilanza intenda adottare il Governo, in attesa delle sentenza della Corte dei Conti, per impedire alle società concessionarie di gioco d’azzardo on line l’evasione delle tasse fraudolenta e sistematica che si è verificata negli ultimi anni.

“Sulla sanzione che verrà imposta sarà ovviamente la Magistratura a decidere- ha commentato Musso- E’ importante, però, che queste società concessionarie, che hanno arrecato un enorme danno erariale, non trovino scorciatoie “legali” (condoni) per evitare il pagamento della somma loro imputata. L’attenzione del Governo e dei cittadni su questa situazione non deve calare; per questo appoggio e condivido l’iniziativa promossa da Sergio Castellaneta, Aleandro Longhi, Vincenzo Matteucci, Gianni Plinio, Gian Paolo Vincenti Mattioli, di dar vita ad un comitato spontaneo di cittadini che chiedono il recupero dei 98 miliardi di euro che le società devono allo Stato. Sono pronto ad appoggiare il comitato nell’organizzazione di banchetti per la raccolta firme e dibattiti con i cittadini”.

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