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Diocesi Savona-Noli: il Vescovo Lupi ordina sacerdote Matteo Bianchi

Mons. Vittorio Lupi - vescovo Savona Noli

Savona. “In te si compie qualcosa di grande e il servizio al quale sei stato chiamato è più prezioso che mai, perché avviene in un momento di difficoltà della chiesa per la mancanza di vocazioni. Eppure l’uomo d’oggi ha bisogno quanto mai del Vangelo e di chi glielo annunci”. Si è rivolto in modo confidenziale e paterno il vescovo Vittorio Lupi a Matteo Bianchi, nell’omelia che ha preceduto i riti di ordinazione presbiterale. Da oggi la diocesi di Savona-Noli ha un prete in più ed erano in tanti (con una nutrita rappresentanza di giovani e scout) a riempire la Cattedrale e a festeggiarlo.

Accompagnato all’altare da numerosi sacerdoti e diaconi, Matteo Bianchi, 28 anni, originario di Finalborgo ha vissuto con serenità i vari momenti dell’ordinazione: le solenni litanie dei santi, l’imposizione delle mani da parte del vescovo e dei preti, la grande preghiera di ordinazione, la vestizione con gli abiti sacerdotali, l’unzione crismale, la consegna del pane e del vino e l’abbraccio di pace. Il rito è stato arricchito dai canti – soprattutto del repertorio di monsignor Marco Frisina – eseguiti da un coro formato da cantori di Savona san Pietro, Finalborgo e Celle e diretto da padre Piergiorgio Ladone, con la voce solista del seminarista Andrea Camoirano. Ad affiancare il vescovo nel rito erano il rettore del Seminario interdiocesano di Genova don Michele Cavallero e il rettore del Seminario di Savona don Piero Giacosa.

Nell’omelia monsignor Lupi, commentando le letture della festa di Cristo Re e in particolare il racconto evangelico del “buon ladrone”, ha invitato don Matteo a “partecipare ed annunziare il mistero della salvezza di Cristo: anche tu, come lui, potrai dire ad un peccatore pentito: ti assolvo dai tuoi peccati. Anche tu dirai ‘questo è il mio corpo’ e potrai dare alimento alle persone perché sostengano la lotta contro il male. Quante persone hanno trovato nell’Eucaristia la forza per gesti di straordinaria fecondità, come madre Teresa di Calcutta”.

Il vescovo ha quindi invitato l’ordinando a “incarnare la presenza di Cristo pastore in mezzo al suo popolo, soprattutto attraverso l’Eucaristia. Oggi avviene in te una trasformazione, la tua vita non potrà prescindere da Gesù Cristo. Sarai dispensatore della sua grazia e del suo perdono, agirai in sua persona e il rapporto che coltiverai con lui potrà darti la felicità più grande che si possa avere sulla terra, la gioia di aiutare, sostenere ed amare le persone come Cristo”. E ha aggiunto: “I giovani devono trovare in te e nei sacerdoti testimoni credibili, capaci di donare la vita senza risparmio”.

A seguire l’invito del presule ai giovani presenti – “non temete di dare la vita per Gesù – e a tutti: “non stancatevi di pregare per i vostri preti e di sostenerli perché siano sempre generosi e fedeli”. Dopo aver chiesto a don Matteo “rispetto ed ascolto”, il vescovo ha concluso: “Nessuna avversità ci può togliere la serenità di fondo che viene dall’essere uniti alla chiesa. E il Signore non abbandona la sua chiesa, nonostante la nostra povertà”. Durante la celebrazione (coronata da un affollatissimo rinfresco nel chiostro della Curia) monsignor Lupi non l’ha detto, ma la prima nomina di don Matteo Bianchi come presbitero è la conferma di quanto sta già facendo: rimarrà nell’unità pastorale di san Francesco da Paola-san Lorenzo in Savona, ma questa volta da viceparroco. Intanto però la prima Messa la celebrerà domani nella sua parrocchia d’origine, san Biagio in Finalborgo, alle 10,30.

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