Buoni mensa, Cgil: “Sono discriminatori, bisogna rivedere l’Isee locale”

CGIL savona

Savona. Prosegue la polemica legata ai buoni mensa colorati in base al reddito delle famiglie albenganesi. A intervenire nel dibattito anche la Cgil Camera del lavoro di Savona.

“E’ da tempo, ormai, che leggiamo notizie relativamente all’aumento dei costi sostenuti dalle famiglie albenganesi per i servizi legati alle scuole, mensa e scuolabus nello specifico. La questione della differente colorazione dei buoni mensa, a cui le maestre tentavano di porre rimedio colorandoli manualmente, è palesemente discriminatoria e va immediatamente respinta” scrive in una nota Barbara Delbuono Responsabile Welfare CGIL Savona.

“Il Comune di Albenga ha compiuto scelte precise per quanto attiene le tariffe dei servizi sociali e, quindi, l’erogazione degli stessi, ci pare, però, che lo faccia più sotto il profilo contabile che sotto il profilo sociale. Se è vero, infatti, che l’approccio ragionieristico è teso a sanare “buchi di bilancio” è, purtroppo, anche vero che non consente le tutele necessarie e, soprattutto, la garanzia dei diritti che le famiglie o i singoli individui (in questo caso i bambini) necessitano di trovare sul territorio dove vivono” prosegue la Cgil.

“Occorre ricordare che alle politiche sociali, in genere, sono attribuite funzioni molto importanti: l’inclusione sociale, la non discriminazione, l’agevolazione all’accesso alle risorse del Welfare, il sostegno alle famiglie e alle persone in condizioni di disagio, per citarne solo alcune. Oggi siamo di fronte ad uno scenario che si sta modificando per due ragioni interdipendenti, che non possono essere, a nostro avviso, affrontate con semplici tagli ne sottaciute. La prima ragione è la crisi internazionale che ha messo e metterà ancora a repentaglio i posti di lavoro sul nostro territorio. La seconda risiede nella decisione del Min. Tremonti di varare a luglio una manovra pesante per le casse degli enti locali (Regioni Provincia e Comuni). Si produrrà così, dal loro combinato disposto, un duplice effetto. La crisi occupazionale cambierà i connotati di coloro che avranno bisogno di sostegno aumentandone anche il numero. L’interfaccia dei lavoratori che perderanno il lavoro saranno i comuni dove risiedono, ma i quali  avranno molte meno risorse messe a disposizione da Regione e Stato, i  cd trasferimenti, per effetto della manovra” dice Barbara Delbuono.

“Da qui sì la necessità di rivedere l’ISEE locale, non per finalizzarlo alle famiglie unite in matrimonio, ma per misurare una situazione aggiornata e di reale di difficoltà. E’ necessario ed urgente, quindi, ripensare ad un modello di welfare molto più inclusivo e condiviso, che sia ispirato ad un principio solidaristico, che affronti con decisione i cd “furbetti” (gli evasori ad esempio) ma consenta ai cittadini con redditi reali vicini allo zero(la fascia di reddito è riferita ai redditi lordi) di usufruire al pari degli altri degli stessi diritti e degli stessi servizi per loro stessi ed i loro figli, anche con forme di esenzione totale.Noi crediamo sia possibile, è certo più difficile” conclude la Cgil Savona.

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