Cronaca

Salvatico, 7 mesi di “buio”. La moglie: “Ci si rassegna a tutto ma non a questo”

Luca Salvatico

Murialdo. E’ una vita sospesa quella che Roberta Oddone conduce da 7 mesi. Da quel 22 marzo che, da un lunedì qualunque, si è trasformato nel giorno della misteriosa scomparsa di suo marito. “Ci si rassegna a tutto – dice Roberta, con una voce che si fa via via più strozzata – ma a questo no”.

E’ il “non sapere” che la logora. Non sapere cosa sia accaduto quella mattina quando, alle prime luci dell’alba, Luca Salvatico ha preso la sua auto diretto al Santa Corona, dove lavorava come infermiere. Il suo lunedì finisce però sul ciglio della strada che collega Bardineto a Toirano, in località Carpe, dove verrà ritrovata la sua Toyota Yaris abbandonata contro una roccia, con il finestrino del guidatore abbassato, il motore spento ma il quadro elettrico acceso, i documenti, due cellulari e le sigarette lasciati sul sedile. Ma soprattutto, sul lunotto anteriore, un ventaglio di macchioline di sangue che i Ris hanno accertato appartenere all’infermiere di Murialdo.

“Sono sette mesi che vivo come un automa – continua Roberta -. Mi alzo, vado al lavoro, cerco di condurre una vita normale ma il mio pensiero è sempre e solo uno. Ci sono giorni in cui uno si tortura, si rode, pensa di non aver captato qualcosa che magari Luca può aver detto qualche giorno prima della scomparsa. Eppure mio marito è una persona talmente schietta e sincera che è davvero difficile non capire cosa pensi. Non ha peli sulla lingua insomma. E, ci tengo a sottolinearlo, non aveva giri ‘strani’. Siamo sposati da 13 anni, ci conosciamo da 24, penso di sapere chi sia mio marito. E mi sembra davvero difficile immaginare che se ne sia andato senza dire nulla e lasciando amici e parenti nell’angoscia. Mi creda, ho pensato a tutto: al suicidio, all’allontanamento volontario, ma purtroppo propendo per l’ipotesi di una disgrazia, con Luca che potrebbe essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

Qualche giorno fa si era parlato di un misterioso interrogatorio di un collega di Luca. “Quel giorno ho chiamato subito i carabinieri – precisa Roberta – i quali mi hanno assicurato che si trattasse di una notizia falsa. Non vi è stato alcun interrogatorio. Siamo costantemente in contatto con gli inquirenti, che sono persone splendide e di cui mi fido ciecamente. So che stanno facendo di tutto per ritrovarlo, ma non vi sono davvero elementi per capire cosa sia successo quella mattina. Anche noi, privatamente, abbiamo svolto ricerche nella zona ma senza alcun risultato purtroppo”.

“Io non pretendo di avere la verità assoluta, nemmeno per quanto concerne mio marito – conclude Roberta -. So che la mente umana è misteriosa e che è difficile poter dire di conoscere una persona al 100%. Ma credo che Luca non mi avrebbe mai lasciato in questo limbo, a torturarmi sui ‘se’ e sui ‘perchè’. So solo che mio marito si sentiva molto stanco per via dei turni, ma penso ne avesse tutte le ragioni, e che fosse una cosa normale. Non ho notato nessun cambiamento in lui. La sera prima della scomparsa ha guardato la partita e poi è andato a letto. Una domenica come tante”.

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