Co.Ge.De Liguria: “No all’insegnamento di pratiche militari nella scuola” - IVG.it

Co.Ge.De Liguria: “No all’insegnamento di pratiche militari nella scuola”

esame, scuola, maturità

Liguria. Il Co.Ge.De Liguria (Coordinamento Genitori Democratici) esprime il proprio dissenso in merito al protocollo  Gelmini-La Russa, siglato per l’attuazione nelle scuole superiori del progetto “Allenati per la vita”  attraverso il quale vengono inserite pratiche militari, quali il tiro al bersaglio con arco e pistole ad aria compressa.

“Da sempre il Co.Ge.De. è impegnato nel mondo della scuola, cercando di promuovere  la cultura della tolleranza e della pace e l’idea che la scuola debba essere pubblica, laica e inclusiva. La Scuola deve trasmettere modelli non violenti, improntati ai valori della solidarietà, della giustizia sociale, il valore del lavoro della generosità. Tutto questo presuppone pratiche educative che si prefiggano il superamento dell’egocentrismo e la capacità di vedere “l’altro” e,  attraverso “l’altro” il mondo. Anche  i  giochi hanno una grande importanza, per cui abbiamo sempre sollecitato i genitori a non donare ai loro figli  armi giocattolo o  a non farli assistere a spettacoli aggressivi e violenti” scrive in una nota il Coordinamento Genitori Democratici

“Abbiamo sempre collaborato con gli insegnanti, optando per la realizzazione di  strategie atte a  formare e far vivere serenamente gli alunni privilegiando il mondo della relazione. La Scuola Pubblica, attraverso l’educazione ai valori della solidarietà e della mondialità, deve formare persone  responsabili, solidali e capaci di pensiero autonomo. L’introduzione nelle scuole superiori di corsi di addestramento militare, in una fase  dove i ragazzi  vivono un’età di per sé difficile, spesso alla ricerca della loro identità, ci sconcerta e ci preoccupa. Le pratiche paramilitari  a cui fa riferimento il protocollo Gelmini-La Russa, sono inaccettabili, in quanto impediscono un sereno processo formativo e sono educativamente pericolose. Il Co.Ge.De., nella convinzione che tali attività rischiano di favorire atteggiamenti di violenza e di intolleranza, auspica che esse  non possano in  alcun modo consolidarsi all’interno della Scuola della Repubblica”.

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