Economia

Assemblea industriali: pronti 2,5 mld di euro per il Savonese

atzori pasquale

Savona. Molte ombre ma anche importanti spiragli di luce per il futuro dell’economia savonese. E’ quanto è emerso oggi in occasione dell’Assemblea annuale dell’Unione Industriali della Provincia di Savona.

L’industria savonese sta attraversando un momento di sostanziale staticità. I fatturati non crescono, i margini operativi si riducono ed il mantenimento delle quote di mercato richiede un lavoro estenuante di riduzione dei costi. Manca il lavoro per le imprese e per le persone. A metà ottobre 2010 la Cassa Integrazione Guadagni interessava oltre 30 aziende, per un numero di lavoratori superiore alle 800 unità. Nella maggioranza dei casi il periodo di applicazione degli ammortizzatori sociali ha superato i 12 mesi e sta diventando strutturale.

“Si è innescata una spirale negativa che coinvolge non solo l’industria ma tutti i settori del’economia savonese e che occorre interrompere con azioni efficaci da realizzare in tempi rapidissimi – ha esordito il presidente Fabio Atzori – Se non interveniamo subito, nel momento in cui la ripresa produttiva darà segnali tangibili di vitalità, il nostro sistema economico sarà troppo debole e quindi incapace di reagire”.

Gli imprenditori che operano in provincia di Savona hanno capito che in momenti come questo occorre esprimere il meglio delle proprie capacità, realizzando progetti d’impresa di grande livello ed idonei a consolidare in modo strutturale il sistema economico savonese.

Le principali iniziative, di carattere aziendale e privato, sono: il potenziamento della Centrale termoelettrica di Tirreno Power, la realizzazione della Piattaforma Maersk a Vado Ligure, il nuovo stabilimento Piaggio Aero a Villanova d’Albenga, il consolidamento del Polo produttivo di Ferrania, la realizzazione del Centro logistico Nordiconad a Quiliano, lo sviluppo del sistema logistico collegato a Reefer Terminal-VIO nel porto di Vado, la crescita del traffico crocieristico nel porto di Savona, la copertura dei parchi carbone a Cairo Montenotte collegata all’entrata in funzione del nuovo Terminal carbonifero di Savona e agli investimenti ambientali di Italiana Coke, lo sviluppo delle aree Acna a Cengio, la riconversione dei cantieri Rodriquez a Pietra Ligure, il Porto turistico della Margonara, il recupero delle ex Cave Ghigliazza a Finale.

A queste si aggiungono gli investimenti in infrastrutture pubbliche tra i quali il più rilevante è la costruzione dell’Aurelia bis da Albisola a Savona, già finanziata e di prossimo avvio. “L’insieme delle iniziative, per almeno l’80% a carico del privato, comporta investimenti superiori ai 2,5 miliardi di Euro e genera lavoro per centinaia di imprese e migliaia di persone. Tutte le procedure autorizzative sono avviate e, in alcuni casi, già completate. E’ un’opportunità che poche aree del nostro Paese hanno a disposizione per allontanare lo spettro della crisi, arrestare il declino ed avviare una spirale virtuosa di sviluppo economico e sociale”, ha sottolineato con forza il presidente Atzori.

“La quantità di lavoro generata da questi progetti è davvero importante sia nella fase realizzativa che, in forma stabile e qualificata, quando le nuove attività produttive e di servizio diverranno operative – ha proseguito Atzori – Il coinvolgimento delle imprese di tutti i settori è assicurato dal potere d’acquisto che si verrebbe a creare”.

Dalle imprese industriali ed edili, all’artigianato e al commercio, dalle strutture ricettive alla ristorazione, dai servizi alle imprese a quelli rivolti alle persone: per tutti si aprirebbe una prospettiva concreta per superare la crisi e ridefinire obiettivi di sviluppo aziendale di lungo periodo.

Alcune di queste iniziative sono tuttavia controverse e trovano l’opposizione di gruppi di cittadini e la perplessità delle Amministrazioni locali coinvolte. Le ragioni del dissenso hanno radici nei problemi ambientali e tutto si aggroviglia nello sterile conflitto tra sviluppo  e ambiente, tra economia ed ecologia.

“Noi siamo convinti, come imprenditori e come persone che vivono in questo territorio, che i progetti di cui si parla sono adeguati ad assicurare un significativo miglioramento della qualità dell’ambiente, del paesaggio e, più in generale, della funzionalità delle nostre città – ha affermato il presidente degli industriali – I due progetti più importanti, Tirreno Power e Piattaforma Maersk, rivestono una importanza che va oltre i confini della Liguria e qualifica il savonese come area strategica nel contesto nazionale ed europeo”.

Come noto, i Sindaci e gli Amministratori di Vado e di Quiliano hanno sollevato alcune perplessità sulla compatibilità di due progetti così importanti, che insistono su un’area di dimensioni ridotte. “Ricercare e, soprattutto, trovare il modo di far coesistere le due iniziative è possibile”, questa la convinzione del presidente Atzori, che ha concluso affermando che “esistono le condizioni per costruire un nuovo modello di compatibilità tra infrastrutture economiche e qualità dell’insediamento urbano. E’ un’occasione per sviluppare una progettualità di alto livello, tale da costituire un esempio a livello italiano ed europeo. Con l’avvertenza che occorre agire rapidamente perché il tempo non è una variabile indipendente: abbiamo pochi mesi per concretizzare le opportunità che stanno davanti a noi e sono alla nostra portata”.

E sulla “necessità di fare presto si è detto d’accordo anche uno dei più brillanti economisti italiani, Francesco Giavazzi, docente di Economia politica all’Università Bocconi di Milano e visiting professor al Massachusetts Institute of Technology, nonché editorialista di punta del Corriere della Sera, ospite dell’Assemblea.

“Da dove partire per fare ripartire l’Italia?, si è chiesto Giavazzi. Tre le linee maestre indicate: “aprire i mercati; investire in infrastrutture; investire in capitale umano. Il tutto prestando una particolare attenzione alla riduzione dei tempi della burocrazia”.

“In Italia – ha evidenziato il professor Giavazzi – per aprire una nuova attività economica si impiega più tempo e si spende di più rispetto a quasi tutti i Paesi del mondo; i tempi della giustizia per la riscossione di un assegno e per il recupero crediti sono i più lunghi d’Europa; in termini assoluti di giornate di lavoro, ci vuole lo stesso tempo per progettare e appaltare un’opera che per realizzarla materialmente”. Infine, Giavazzi ha sottolineato come “il Progetto Savona, se realizzato, potrà far davvero bene al PIL nazionale e divenire un esempio per l’intero Paese, nell’interesse di tutte le parti sociali”.

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