Albenga, Ciangherotti: "Il punto nascite costerà al massimo 700 mila euro l'anno" - IVG.it

Albenga, Ciangherotti: “Il punto nascite costerà al massimo 700 mila euro l’anno”

Eraldo Ciangherotti

Albenga. Torna all’attacco l’assessore comunale Eraldo Ciangherotti a difesa del centro-nascite ad Albenga puntando il dito contro la Regione Liguria e affermando che “il distretto ingauno ha diritto di avere un reparto di maternità poichè ci sono i numeri a dimostrarlo. Le nascite nel comprensorio ingauno sono circa 520 molte di più rispetto al comprensorio finalese che si ferma a quota 334”. Secondo l’assessore comunale il punto nascite costerebbe al massimo 700 mila euro l’anno.

Altro motivo di dissapori con la Regione sarebbe “l’operazione ortopedia alta specialità” voluta dalla Regione Liguria che Cinagherotti considera “una manovra per contenere l’esodo dei pazienti in altre regioni. Una manovra, cioè, per favorire i cittadini liguri a farsi operare dai medici liguri in Liguria, con un risparmio per Via Fieschi a Genova superiore a 34 milioni di euro”.

“E’ proprio vero che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi – ha detto l’assessore di Albenga – E’ bastato smascherare, in maniera schietta e senza compromessi, la scellerata politica dei tagli sulla sanità, operata nel ponente savonese dalla “cricca regionale” Ass. Claudio Montaldo e Cons.Stefano Quaini, con la mancata apertura, ad Albenga, di un’ostetricia già strutturata e costata oltre un milione e mezzo di euro e con una rianimazione ancora chiusa per riposo settimanale dal venerdì al lunedì, che si sono cominciati a smuovere gli animi anche del mondo medico-ospedaliero. Anzi, le reazioni “spropositate” della parte politica contraria al potenziamento del nosocomio ingauno hanno favorito non solo consensi a vantaggio dell’Amministrazione Guarnieri, ma anche suggerimenti che riceviamo e intendiamo condividere.

“Ad oggi,infatti, molta gente del savonese è costretta a rivolgersi a ospedali della Lombardia o Piemonte, per essere assistita da noti medici-professionisti liguri di fiducia, chiedendo poi congruo rimborso spese alla Regione Liguria per le cure sanitarie efettuate.Ciò detto, qui finisce il merito per l’Assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo e incominciano le bufale, ideate dalla Regione Liguria e già denunciate per colpire Albenga. Già, perché se la Regione Liguria ha voluto creare un ospedale unico nel ponente savonese, che accorpasse Santa Corona con Santa Maria, non si riesce a spiegare in nessun altro modo la mancata attivazione del “centro-nascite” ad Albenga, se non con un progetto ben preciso, voluto per danneggiare un insieme di città, il distretto sociosanitario n°4 albenganese”.

“Infatti, questa sarebbe la manovra ideale per non degradare l’Ospedale di Albenga, struttura all’avanguardia e costata fiori di milioni ai contribuenti, ad una “depadance posticcia” del Santa Corona. Sarebbe questo anche un modo per potenziare l’Ospedale ingauno con l’ortopedia specialistica e la rianimazione a tempo pieno, favorendo anche la sopravvivenza di una Clinica che, per Albenga, è un valido punto di riferimento nella sanità. Ma non basta. Sarebbe questa anche una valida operazione,economicamente molto vantaggiosa per la Regione Liguria, che, dal risparmio operato su trasferte dei pazienti ortopedici e compensi dei professionisti, potrebbe permettersi di inaugurare almeno altri venti reparti di ginecologia in Liguria, oltre al centro nascite di Albenga” conclude Ciangherotti.

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