Zanardi torna all'attacco: "Serve commissione di inchiesta sui crimini dei preti pedofili" - IVG.it
Cronaca

Zanardi torna all’attacco: “Serve commissione di inchiesta sui crimini dei preti pedofili”

Francesco Zanardi

Savona. “Come già annunciato negli scorsi giorni lo sciopero della fame che aveva come obbiettivo un dialogo con la Santa Sede è stato rimandato. In questo momento la mia famiglia ‘Manuel’ ha bisogno di tutte le mie energie perché questa famiglia, che abbiamo voluto con tutte le nostre forze, continuiamo a volerla e merita tutte le nostre energie e attenzioni”.

Esordisce così Francesco Zanardi, il grande “accusatore” della Diocesi savonese che, dopo un breve periodo in cui, per ragioni personali, aveva trascurato la sua battaglia, ora sembra essere tornato all’attacco: “vorrei fare un punto della situazione che è emersa. Tre mesi fa partì il progetto chiamato ‘Operazione cupolone’, un progetto che consisteva nell’aprire un’indagine privata, su scala nazionale utile a raccogliere prove sui crimini di pedofilia. L’indagine era mirata
non ad individuare le vittime, ma su quale fine facessero i sacerdoti condannati in primo grado dalla giustizia italiana. Moltissime associazioni italiane hanno collaborato e fornito dati utili per illustrarvi il panorama che abbiamo ricavato2.

“Il quadro è agghiacciante già nel savonese, su scala nazionale si scopre che la Santa Sede sta coprendo un vero e proprio vespaio di sacerdoti pedofili, sacerdoti
che continuano a commettere crimini. Di questi e mi riferisco solo a casi nei quali esiste una condanna, ci siamo limitati a raccogliere informazioni dall’anno 2001, ovvero partendo dalla lettera “De delicti gravioribus” mandata ai Vescovi di tutto il mondo dall’allora Cardinale Ratzinger, oggi Papa. Scopriamo che solo una minima percentuale di sacerdoti condannati hanno fatto il carcere, la maggior parte sono stati fatti scomparire e tuttora sono sacerdoti, continuano a lavorare con i bambini e anche se spostati di regione, appartengono sempre alla Diocesi dove hanno ricevuto il sacramento” spiega Zanardi.

“Ho parlato anche con diversi Monsignori, i quali hanno risposto che ‘Il soggetto è ancora sacerdote ma assolutamente non celebra la messa’. Credo che questi Monsignori abbiano dimenticato che i sacerdoti non sono stati condannati perché dicevano la messa, ma perché stupravano bambini. Mi sono rivolto al Santo Padre, ai cardinali Bertone, Bagnasco, Sodano e ai vescovi. Loro ufficialmente vendono l’impegno per risolvere questa vergogna. Ma in realtà quando io ho scritto a tutti loro e ho proposto prove schiaccianti, persino la registrazione del prete pedofilo che mi ha molestato (non utilizzabili dalla giustizia civile in quanto prescritte), ma ho
proposto anche prove non prescritte dal Codice Canonico, non ho ottenuto alcuna risposta” aggiunge il savonese.

“Di fatto appare molto chiaro che vertici della chiesa cattolica non hanno la minima intenzione di collaborare, se volessero farlo non ci sarebbe bisogno di parole, basterebbe dare alla magistratura i dossier che dal 2001 per ordine dell’allora Cardinale Ratzinger sono stati sottoposti al segreto Pontificio. La giostra della pedofilia Vaticana, eccola qua. Dall’estero la Santa Sede ha coperto in Italia sacerdoti condannati come per esempio James Tully accusato da William Nash e da altri seminaristi, nonostante la condanna il Vaticano decise l’immediato trasferimento dagli Stati uniti all’Italia, è tuttora a piede libero” prosegue Zanardi.

“Don Giorgio Barbacini, appartenente all diocesi di Savona, condannato in primo grado nel 2004, nascosto in Svizzera e ora nuovamente nel savonese. Il sacerdote non mai fatto un giorno di carcere. Nei suoi confronti la diocesi di Savona non ha avviato nessuna procedura per la riduzione allo stato laicale. Le dichiarazioni ufficiali del vescovo di Savona dicono che anche nei confronti di don Nello Giraudo e stata avviata una procedura di riduzione allo stato laicale. Nessuno ha mai visto però un documento. Probabilmente dopo il caos verrà assegnato a qualche parrocchia in qualche diocesi lontano da Savona” osserva ancora il grande accusatore della Diocesi.

“La lista è lunghissima e questi Signori, a partire proprio dal Papa, insultano tutti i credenti ed i sacerdoti che umilmente seguono Dio e lo dimostrano nella loro missione che è la giustizia, non l’omertà. I nostri politici, anziché essere sempre genuflessi al volere del Papa, dovrebbero impegnarsi a fare chiarezza aprendo una Commissione parlamentare d’inchiesta contro i crimini commessi dalle autorità ecclesiasitiche. Questa è la nostra proposta. E’ ora di passare al’azione” conclude Zanardi.

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