La Coldiretti savonese si mobilita in difesa del “made in Italy”

Brennero: protesta Coldiretti

“Di fronte ai ritardi dell’Unione Europea nel rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti e a sostegno delle iniziative di legge nazionali, a partire dalla prima mattina di oggi migliaia di allevatori e coltivatori della Coldiretti provenienti da tutte le Regioni, anche con i loro trattori, iniziano dal Brennero e al Frejus la mobilitazione in difesa del Made in Italy minacciato dalle importazioni di ‘schifezze’ vendute come italiane”: ad annunciarlo è la Coldiretti di Savona che parteciperà alla mobilitazione. L’obiettivo è scoprire il “finto Made in Italy” trasportato sui camion che, passate le frontiere, saranno poi seguiti con auto “civetta” fino a destinazione.

Attraverso i valici quali il Brennero ed il Frejus giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri all’anno ma anche decine di migliaia di cosce di maiale per fare i prosciutti, pomodori e altri prodotti ortofrutticoli destinati a finire in tavola senza alcuna informazione ai consumatori. Il presidente della Coldiretti Sergio Marini guiderà il presidio.

“La situazione di difficoltà dell’agricoltura non dipende solo dalla crisi generale – dice Paolo Calcagno, Presidente Coldiretti Savona – ma dal fatto che stiamo vivendo i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali sono sottoposte giornalmente le nostre imprese: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio il cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori. La nostra provincia vede la presenza di un’ agricoltura distintiva e ricca di eccellenze legate al territorio ed ai valori della cultura e delle tradizioni che rischia di essere soffocata dalla globalizzazione senza regole che tutto omologa”.

“La nostra diversità – continua Calcagno – dipende dalla capacità di legarsi con il più grande ed inimitabile patrimonio che il mondo ci riconosce, i nostri territori, le nostre identità, il nostro straordinario paesaggio fatto di ambiente storia e cultura, il nostro cibo ed i suoi primati in termini di  sicurezza ambientale, sociale e sanitaria. Per questo la nostra presenza ai confini per dare un contributo attivo alla mobilitazione nazionale. Lo scorso anno numerosi TIR ispezionati trasportavano prodotti ortofrutticoli già confezionati come fossero prodotti in Italia. Un danno ed una beffa alla quale dobbiamo reagire. La politica deve scegliere tra la serietà delle imprese che rispettano le regole ed investono e i furbi che vivono sulle rendite di posizione”.

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