Finale, inquinamento da petrolio: i Verdi richiedono un’Area Marina Protetta

Finale Ligure - Spiagge

Finale Ligure. I Verdi finalesi ribadiscono l’utilità di un’Area Marina Protetta anche per Finale Ligure, per contrastare l’inquinamento da petrolio sulla costa dal ponente savonese.

“Ci aspettavamo un’indagine approfondita sui motivi dell’inquinamento da petrolio sulle spiagge del ponente – dichiara Castellazzi, portavoce dei Verdi di Finale -. L’osservazione satellitare poteva fornire dati precisi sul natante responsabile di un crimine ambientale. Infatti il nostro tratto di costa, oltre che avere l’Area Protetta Marina di Bergeggi, fa parte del Santuario dei Cetacei conosciuto in tutto il mondo. Invece su questo fatto, secondo noi gravissimo, è sceso il silenzio”.

“Ricordiamo – prosegue – che i fondali marini di Noli e Bergeggi hanno un notevole interesse naturalistico e sono compresi nel Sic Marino (Sito di Interesse Comunitario) IT1323271, per la presenza di formazioni coralline nei tratti rocciosi sommersi e di posidonia oceanica che presenta fioriture e fruttificazioni rarissime a questa latitudine. Anche il mare di Finale Ligure è caratterizzato da un Sito di Interesse Comunitario Marino di massima tutela ambientale registrato con il codice europeo IT1324172 e, come Bergeggi, dovrebbe essere tutelato con la creazione di una Riserva Naturale Regionale gestita dal nostro Comune. Questo consentirebbe un’importate azione di ripopolamento del nostro mare”.

“Questo tema – prosegue Castellazzi – si collega con le richieste avanzate dalla Comunità Europea per una gestione più responsabile delle risorse ittiche, che vede nell’azione di ripopolamento un aspetto fondamentale. Il recente appello dell’Unione Europea dice che ‘le reti dei nostri mari sono sempre meno piene e il pescato diminuisce al ritmo del 2% all’anno'”.

“L’azione delle aree di ripopolamento – spiega – è volta ad una difesa contro la pesca a strascico sconsiderata e contro l’aggressione delle gigantesche navi da pesca che giungono da molto lontano. Tutto questo è causa di un prelievo più veloce del tasso di riproduzione marino. Anche la Regione Liguria nel ‘Programma triennale per il settore della pesca 2008-2010’ dichiara in modo esplicito che ‘la crisi della pesca è aggravata dalla presenza di flotte internazionali e a volte nazionali che adottano strategie di sfruttamento intensivo del mare, talvolta ai margini della legalità’ e auspica un attento e scrupoloso monitoraggio nel campo dell’attività della pesca e una stretta collaborazione tra l’Università e  le imprese di pescatori per l’attuazione di corretti ‘Piani di Gestione'”.

“L’azione di ripopolamento – conclude l’esponente dei Verdi finalesi -, facilitata dalla creazione di nuove Aree Marine Protette, può risollevare un settore economico, quale l’attività della pesca, che è di importanza vitale per il turismo ligure. Quindi qualsiasi attacco al nostro patrimonio marino deve essere assolutamente sanzionato”.

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