Bimba nata con malformazione al fegato: mamma denuncia pediatra e Asl 2 - IVG.it

Bimba nata con malformazione al fegato: mamma denuncia pediatra e Asl 2

aula tribunale

Pietra Ligure. Sarà il Tribunale di Savona a decidere se quanto denunciato da una mamma albenganese è l’ennesimo caso di malasanità oppure quanto si è verificato è stato solo una fatalità non riscontrabile dagli esami clinici eseguiti durante la gravidanza.

I fatti risalgono al maggio 2009 quando nasce con parto cesareo Lucia (nome di fantasia). Sembra tutto nella norma e dopo i canonici tre giorni la piccola e la sua mamma tornano nella città ingauna. La neo mamma, al primo figlio, è come tutte le sue “colleghe” apprensiva ma nota uno strano colore nella carnagione e negli occhi della neonata.

“Mi sono recata dal mio pediatra, ma secondo lui era tutto normale. Sono ritornata anche nei giorni successivi, ma secondo lui non c’era nulla di preoccupante”.

Ma la mamma non è convinta e così decide, quando la bimba ha quasi un mese di vita, di recarsi al pronto soccorso del Santa Corona di Pietra Ligure. La sentenza dei medici, ancora prima di fare tutte le analisi, le fa crollare il mondo addosso: “E’ una malformazione del fegato, serve un trapianto”, queste le parole del dottore Corciulo, neonatologo del nosocomio pietrese.

La bambina viene immediatamente ricoverata e trasferita al Gaslini di Genova, dove rimarrà ricoverata in attesa del trapianto oltre cinque mesi. L’attesa per un organo è difficile per un adulto, per un neonato le possibilità di avere un donatore sono ancora minori.

Ad appena 60 giorni di vita la neonata ha subito una prima operazione, il fato ha anche voluto che il primo organo disponibile si è poi rivelato non compatibile e l’attesa si è nuovamente prolungata. Alla fine il fegato è stato trovato e trapiantato alla piccola con successo.

Oggi Lucia ha quattordici mesi ed è visibilmente più piccola di una bimba di 10, ma sorride assieme alla sua mamma, anche se è costretta a poco più di un anno ad assumere giornalmente numerosi farmaci per una terapia antirigetto.

Adesso che il peggio è passato la mamma ha avuto il tempo necessario per analizzare quanto accaduto. “Non posso credere che la malformazione non sia stata rilevata nel corso della gravidanza. Ho fatto tutti gli esami, doveva essere vista. Adesso sarà la giustizia a stabilire se l’operato dell’ospedale prima e del pediatra poi è stato corretto oppure no”.

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