Piccoli pittori crescono…ed espongono a Palazzo Oddo

Albenga - Palazzo Oddo

Albenga. Il 26 maggio alle ore 10:30 presso le sale del Palazzo Oddo (piano terra) di Albenga, si  inaugurerà  la mostra “Forme e colori danzanti/ Avanguardie: la linea e la sua sagoma” con  le opere grafiche e pittoriche realizzate dagli alunni delle scuole primarie dei Circoli Didattici di Albenga e Andora.

Le opere esposte sono state realizzate dagli alunni che hanno seguito con dedizione un apposito corso di pittura, tenuto dall’insegnante ed artista Cinzia Vola, laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, con  importanti esperienze di laboratori artistici nelle scuole primarie, anche a sostegno dell’integrazione culturale. I corsi di disegno e pittura sono stati realizzati grazie al contributo elargito dalla Fondazione “A. De Mari”; hanno coinvolto nel progetto le tre classi quinte delle scuole primarie “Don Barbera” e “T. Paccini” di Albenga, e le tre classi 2^-3^-4^ della scuola primaria “G.B.L. Badarò” di Laigueglia.

Verranno mostrate numerose  riproduzioni di opere, tra le più rappresentative dell’Arte Moderna  eseguite dagli allievi, attraverso il metodo della quadrettatura, che  ha consentito loro di ingrandire , (prima individualmente e poi in gruppo), l’immagine da riprodurre rispettandone le proporzioni  originali. Gli elaborati sono tratti da opere scelte di Henri Rousseau, Vincent Van Gogh ed Antonio Ligabue Paul Gauguin, Pablo Picasso, Henri Matisse, confrontate con: riproduzioni di stampe giapponesi, alcune maschere primitive scultoree in legno di matrice africana e polinesiana, ed elementi architettonici e manufatti ornamentali arabi (ceramiche, tessuti).

Nei primi decenni del 900, intellettuali, filosofi , artisti, insoddisfatti  della cultura europea  scoprono il fascino di altre civiltà, Dapprima è l’arte giapponese, ad influenzare soprattutto gli impressionisti, poi con il Fauvismo, l’Espressionismo, il Cubismo, l’interesse si sposta verso la cultura dell’Africa, dell’Oceania e dell’Islam. La scoperta di queste forme è anche dovuta alla grande diffusione di oggetti “primitivi” nei mercati europei, dopo le conquiste coloniali. E’ l’arte primitiva che permette la rottura con la tradizione: la stilizzazione formale, l’antinaturalismo, la forte espressività, la deformazione. Presso i popoli primitivi , infatti il principio dell’imitazione della natura non esiste; l’artista mago, stregone o veggente, non coglie solo la realtà apparente, ma quella più complessa e misteriosa che si nasconde sotto di essa.  La mostra resterà aperta  tutte le mattine (giorni feriali) dalle ore 9.30 /12.30 , sabato 29 anche il pomeriggio dalle 16 alle 20 fino al 4 giugno 2010. Ingresso gratuito.

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