Lettera al direttore

Economia

Nova Glass ed Erga: ecco il comunicato della Rsu per il Consiglio comunale

Un ringraziamento al Sindaco di Dego e a tutte le Istituzioni presenti per la partecipazione e l’interesse mo-strati nei confronti della vicenda Nova Glass – Erga.

La situazione in cui noi lavoratori delle due aziende ci troviamo, anche in questo incontro di oggi, è da tutti vissuta con incredulità ed è ancora difficile da realizzare a pieno ancora adesso, nonostante la cruda evidenza dei fatti, a poco più di un mese dalla comunicazione ricevuta da parte dell’Azienda relativa alla cessazione dell’attività al 31/12/2010.

Dal 1991 Nova Glass (con la collegata Erga) operano in forza di un contratto di servizio per la multinaziona-le Emhart Glass, leader mondiale e storico del settore “produzione di macchinari per l’industria del vetro ca-vo”.

Questo rapporto si concluderà il 31 dicembre, in seguito alla generalizzata contrazione dei mercati e alla or-mai nota decisione presa dalla multinazionale di riferimento di spostare la produzione in Malesia, determi-nando di fatto la chiusura dell’azienda che si regge su questo unico contratto.

La storia di noi lavoratori, passati dalle poche unità iniziali, arrivati ad un picco massimo di circa 70 unità negli anni scorsi, per giungere ai circa 50 di oggi, è sempre stata improntata al lavoro quotidiano, in sede o nelle trasferte effettuate in tutto il mondo, con senso di responsabilità, dedizione e professionalità, senza spe-cifiche problematiche contrattuali.

Nel sito produttivo di Dego si è formato negli anni un gruppo che si è fatto apprezzare da tutti i Clienti per la qualità e la personalizzazione dei prodotti forniti oltre che per la qualificazione dei servizi effettuati presso gli stabilimenti dei Clienti stessi.

Nelle diverse funzioni richieste dall’industria vetraria l’azienda ha offerto: meccanici, montatori, elettronici, elettricisti, tubisti, carpentieri, saldatori, operatori di macchine utensili tradizionali e a controllo numerico; supportati da impiegati abituati a risolvere problemi amministrativi, tecnici o logistici interfacciandosi quasi ogni giorno con Clienti e realtà sparse per il mondo intero.

Ora purtroppo abbiamo necessità di farci notare, perché non abbiamo certezze sul nostro futuro. La proprietà sta compiendo un apprezzabile lavoro di ricerca di ricollocazione per ognuno di noi, ma, al di là di un misu-rato ottimismo, c’è forte preoccupazione perché la situazione asfittica del mercato del lavoro è sotto gli occhi di tutti.

In che misura, in questa contingenza, le Istituzioni Locali presenti possono aiutare? Perorando la nostra causa e affiancandoci ai tavoli di lavoro indetti con Provincia, Regione e Parti Sociali; o, soprattutto, come stanno efficacemente facendo i Sindacati ad un altro livello, attraverso la loro capillare rete di rapporti con le realtà produttive locali, perché ogni posto di lavoro che si rende disponibile e noto, è una concreta possibilità di impiego per qualcuno di noi.
Non siamo abituati a stare con le mani in mano, abbiamo figli da crescere e mutui da pagare, non vogliamo arrivare al primo gennaio 2011 per entrare in cassa integrazione, ma per lavorare.

La cassa integrazione non è il Paese dei Balocchi che qualcuno vuole raccontare (“mah sì! te ne stai a casa un anno o due, pagato per non fare niente!”). La cassa integrazione è un sussidio di sopravvivenza di 700 eu-ro al mese, non è una vita onorevole ma pura sopravvivenza; e ogni tanto qualcuno, più fragile, non soprav-vive…

Vi chiediamo pertanto di mantenere attivi e infittire, se necessario, i rapporti con l’Azienda (veicolo per così dire “naturale” per coordinare la nostra ricollocazione), i Sindacati e le altre Istituzioni e, ovviamente, con noi lavoratori, affinché tutti insieme, senza clamori ma lavorando con impegno, si possa trovare una soluzio-ne al nostro caso, anzi ai nostri 50 casi, uno per uno, giorno per giorno, senza dimenticare gli altri cassinte-grati della Valbormida.
Grazie in anticipo.

                                                                                                  I lavoratori Nova Glass ed Erga

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