La denuncia di Cobas Scuola: “Test che violano la privacy e fondi inutilizzati”

Aula scuola

Savona. Caos scuola: alla polemica sui cosiddetti “questionari Invalsi” si aggiunge ora quella che parla di fondi per le attività alternative alla religione cattolica che risulterebbero inutilizzati. A denunciarlo è Cobas Scuola Savona.

“In tutta la provincia di Savona continua la polemica sui questionari nominativi che le scuole elementari e medie starebbero diffondendo, richiedendo dati di tipo familiare e personale agli studenti di seconda e quinta elementare e prima e terza media, con l’intenzione, neanche tanto nascosta, di avere dati di prima mano sulla permanenza in Italia degli alunni stranieri – si legge in un comunicato -. Il Comitato Genitori Cobas si prepara a formulare un esposto al Garante della Privacy”.

“Nello stesso tempo – si legge ancora – in Valbormida, parte una nuova denuncia. I fondi per le attività alternative alla Religione sarebbero giacenti e inutilizzati presso il Tesoro. In tutte le scuole vanno progettate le attività alternative alla Religione Cattolica per chi non si avvalga di tale insegnamento e vanno poi nominati a settembre i supplenti ad hoc. Nella nostra provincia, però, pare che tali supplenti siano pochissimi e, secondo i genitori, i bambini svolgerebbero le attività alternative in altre classi. I Cobas scuola chiedono il pieno rispetto della legge, in una situazione ormai difficile, con le scuole senza fondi e in difficoltà crescenti”.

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