Don "Lu", in attesa del processo la difesa studia le "carte" e prepara la strategia - IVG.it
Cronaca

Don “Lu”, in attesa del processo la difesa studia le “carte” e prepara la strategia

Don Luciano Massaferro arresto

Savona. Nel giorno in cui è stata resa nota la data dell’inizio del “giudizio immediato” a carico di Don Luciano Massaferro poco, praticamente nulla, trapela dal palazzo di giustizia savonese. La Procura, come di consueto, mantiene il massimo riserbo e si limita solo a sottolineare che si è cercato di arrivare ad una chiusura dell’inchiesta nel minor tempo possibile.

Non appena i tempi tecnici lo hanno consentito, occorreva infatti aspettare che l’incidente probatorio si chiudesse e venissero depositate le perizie, i pubblici ministeri Giovanni Battista Ferro e Alessandra Coccoli, coordinati dal Procuratore Capo Francantonio Granero, hanno provveduto a chiudere immediatamente l’indagine e a formalizzare la richiesta di giudizio immediato. Una scelta che, visto che si trova in carcere, tutela anche l’imputato che verrà così giudicato in tempi stretti.

Nel frattempo dal “fronte” opposto, ovvero dalla difesa di Don Luciano, l’avvocato Alessandro Chirivì, che questa mattina era già al lavoro sulle carte del fascicolo del suo assistito, si limita ad osservare: “L’indagine è chiusa. Adesso cercheremo di acquisire gli atti nel minor tempo possibile per studiare al meglio le carte”. Nessuna indiscrezione, per ora, sulla strategia difensiva: “Prima leggeremo con attenzione il contenuto del fascicolo e poi inizieremo a delineare la nostra linea difensiva” aggiunge Chirivì.

Quello che è certo comunque è che il 24 maggio, data in cui è stata fissata la prima udienza, davanti al Collegio dei giudici del Tribunale savonese, i legali di Don “Lu” potranno chiedere di patteggiare o di procedere con un rito alternativo. Resta il fatto una delle possibili soluzioni potrebbe anche essere anche quella di procedere con il giudizio immediato (la richiesta di patteggiamento o di giudizio abbreviato potrebbe infatti anche essere letta come un’ammissione di colpa).

Un ruolo chiave, in aula, l’avrà l’incidente probatorio, ovvero la perizia sulla bimba che accusa il sacerdote alassino. Un documento che, secondo l’ipotesi accusatoria, certifica che la minore è attendibile così come i suoi racconti. L’accertamento psichiatrico forense, eseguito invece sul parroco dal dott. Sciollè, nominato dal pm, è invece un atto d’indagine e quindi non potrà essere presentato come prova in fase di dibattimento.

Secondo quanto trapelato comunque questo accertamento non riserverebbe sorprese: Don Luciano insomma risulterebbe un soggetto nella “norma” e capace di intendere e volere. Anche dai pc, che in un primo momento sembravano giocare un ruolo di rilievo, infine non sarebbe emerso nessun elemento che potrebbe giocare a sfavore del prete accusato di aver compiuto atti sessuali con una minorenne. Il processo si giocherà quindi, con tutta probabilità, intorno all’attendibilità della bambina e dei suoi racconti.

Certamente però, dal 24 maggio, il processo a Don “Lu” smetterà di essere solo “mediatico” e si svolgerà nella sede opportuna. A giudicarlo non sarà più solo la gente, divisa fin dal principio in innocentisti e colpevolisti, ma sarà un collegio di giudici.

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