Cronaca

Diocesi, la vicaria: “Religiosi al Santuario, sì con riserva”

Savona - santuario

Savona. Sì, con riserva. La vicaria di Savona, riunitasi in questi giorni in Seminario, ha dato un assenso di massima all’ipotesi di affidare la gestione del Santuario della misericordia ad una congregazione religiosa piemontese, ma ponendo una serie di condizioni ed evidenziando alcuni problemi non risolti come quello degli spazi per l’accoglienza dei pellegrini, tuttora carenti.

La maggioranza dei parroci della vicaria di Savona ha dato il proprio “placet” alla proposta del vescovo, ma ha osservato, tra le altre cose, che “la questione del Santuario va collocata all’interno di un ripensamento della pastorale diocesana per quanto riguarda le piccole parrocchie e la distribuzione del clero; va conservata la tradizione di austerità ed autenticità del Santuario, senza scivolare nelle espressioni devozionaliste più ‘commerciali’; la basilica non deve trasformarsi in un luogo di spiritualità di una data congregazione religiosa, ma essere un centro di spiritualità mariana; occorre precisare il rapporto con le confraternite affinché il Santuario resti diocesano; sia garantita la presenza di preti che abbiano sensibilità verso quel luogo sacro; ed occorre che sia ben chiaro chi è il rettore del santuario e che questi non sia tale solo di nome”.

Non sono mancate le voci contrarie all’ipotesi, e sul piatto della bilancia sono stati messi alcuni nodi non chiari: “Una congregazione – è stato detto – segnerebbe inevitabilmente il santuario con la propria specifica devozione; inoltre, se il Santuario è fondamentale per la diocesi e i preti scarseggiano, perché non ritirarsi da alcune parrocchie prima di lasciare la basilica dell’apparizione?”.

Un nodo irrisolto – è stato fatto notare – è la mancanza di spazi per fare accoglienza ai pellegrini, da quando il palazzo delle Azzarie è stato destinato principalmente ad ospitare mostre d’arte e a fungere da deposito del museo del tesoro. “Il problema – ha affermato un sacerdote – è che nella convenzione vigente con le Opere Sociali sono presenti aspetti penalizzanti per la diocesi, come quello della mancanza di spazi. E’ perciò evidente che, prima di affidare il Santuario alla gestione di una congregazione, occorra porre le condizioni perché si possa svolgere nella basilica un’attività pastorale e d’accoglienza che non si limiti alle Messe e ai rosari”.

Più informazioni

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.